“Che la manovra del governo sia una manovra senza ambizioni, priva di una idea che possa rilanciare il paese, senza una misura che tuteli davvero gli stipendi degli italiani e protegga le nostre imprese dal salasso dei dazi trumpiani è ormai chiaro anche ai commentatori più distratti. Ma il ministro Giorgetti e la presidente Meloni ci hanno anche detto in conferenza stampa che questa è una manovra che tiene soprattutto in ordine i conti dello Stato. Peccato, e oggi la Stampa ce lo racconta, che l’ennesima rottamazione contenuta nel provvedimento freni, ovviamente, la riscossione ordinaria. Con una perdita per lo Stato di circa 800 milioni. Il gettito previsto dalla quinta sanatoria voluta imposta della Lega porterà all’erario 9 miliardi di euro tra il 2026 e il 2036. Ma in questo arco di tempo, l’impatto complessivo sulla riscossione ordinaria sarà negativo di quasi 800 milioni. Il che vuol dire che nei prossimi dieci anni, se non ci fosse stata la rottamazione quinquies l’Agenzia delle entrate sarebbe comunque riuscita a recuperare 9 miliardi e 778 milioni. Sono i tecnici della Ragioneria dello Stato a scrivere che ‘l’ introduzione della nuova misura agevolativa produrrà una flessione della riscossione in quanto una parte dei carichi per i quali si stima l’adesione alla nuova misura agevolativa, sarebbero stati prevedibilmente riscossi, al lordo delle componenti abbuonate, attraverso l’ordinaria attività di recupero oppure per il tramite di rateizzazioni di pagamento’. Altro che liberazione dai debiti: la rottamazione delle cartelle sarà in perdita per le casse dello Stato e il conto lo dovranno pagare i contribuenti onesti. La quarta manovra del governo Meloni non solo è rinunciataria e povera ma anche ingiusta e scassa i conti. Davvero un pessimo lavoro.


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