“Intervengo per chiedere all’aula e ai presidenti dei gruppi di maggioranza di prendere atto che purtroppo siamo stati mestamente buoni profeti, quando abbiamo denunciato l’ostruzionismo della maggioranza rispetto agli impegni assunti nella conferenza dei presidenti sul calendario. Noi abbiamo votato per lealtà istituzionale un programma semestrale dei lavori del Senato, che abbiamo voluto per consentire un calendario chiaro, trasparente, integrabile anche per agevolare il lavoro delle commissioni. Tutto potevamo pensare meno che a un certo punto questo modello si sarebbe trasformato, in particolare da qualche settimana a questa parte, da quando cioè la maggioranza ha intensificato l’uso dei muscoli dei numeri, nell’ostruzionismo della maggioranza. Cito due provvedimenti per tutti. Il primo è il Media Freedom Act sul quale stendiamo un velo pietoso ed evitiamo di chiedere a Gasparri, Malan, Romeo come mai dopo 2 anni la maggioranza non riesce ad approvarlo e il nostro paese è in procedura di infrazione. Eppure il testo è in commissione dove sono stati depostati gli emendamenti, che non sono neanche molti. Ma questo provvedimento è nascosto in un cassetto perché ciò consente di bloccare la Vigilanza rai da 1 anno e 3 mesi. Noi su questo abbiamo scritto ai presidenti di Senato e Camera, come opposizioni unite, perché abbiamo una voce unica quando bisogna difendere la dignità del Parlamento. Il secondo provvedimento è quello sulla rigenerazione urbana, sul quale non si capisce cosa voglia fare la maggioranza. Questo determina un quadro preoccupante: un’Aula ferma, Commissioni paralizzate, un Parlamento ridotto ad attendere esclusivamente l’iniziativa del Governo”. Lo ha detto in Aula il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd.
“Ciò che è successo la settimana scorsa – ha proseguito Boccia – non aiuta, è la rottura di un patto. E’ grave trasformare un’informativa del ministero dell’Interno in una comunicazione con un voto e rifiutare le comunicazioni del ministro Musumeci con voto sulle emergenze gravissime in Sicilia, Calabria e Sardegna. Ricordiamo a tale proposito l’impegno assunto in quest’Aula e quindi chiediamo che il ministro della Protezione civile e del mare venga al più presto in Aula. Così come chiediamo che la Premier Meloni, che giovedì sarà alla riunione informale del Consiglio europeo, informi il Parlamento su una serie di questioni su cui abbiamo dei quesiti”.


Ne Parlano