“L’Istat, e immaginiamo che per il governo sarà ancora colpa sua, ci dice che la nostra economia è ferma: nel terzo trimestre il PIL è rimasto invariato. Cos’altro serve per dimostrare il fallimento delle politiche economiche di quattro anni di governo della destra?
Di fronte a questo quadro un governo responsabile avrebbe presentato una manovra capace di invertire la rotta. Invece siamo alle solite mance, bonus e misure spot, con evidenti disparità tra pensionati, lavoratori dipendenti partite IVA, senza una vera politica industriale, continuando a strizzare l’occhio a elusori, con risorse insufficienti per scuola e sanità pubblica. Per non parlare di Regioni ed enti locali su cui vengono scaricati tagli e oneri insostenibili, che inevitabilmente si tradurranno in meno servizi, meno assistenza e meno cure per i cittadini, mentre le risorse per le spese militari si trovano sempre.
Questa non è una manovra per far crescere l’Italia. È una manovra per arrivare alle elezioni. Qualche beneficio temporaneo solo per alcuni, nessun cambiamento strutturale. E intanto i salari continuano a perdere potere d’acquisto, milioni di cittadini rinunciano a curarsi, le famiglie fanno i conti con il carovita, con il costo dei carburanti e dell’energia alle stelle.
Meloni continua a celebrare il record di durata del suo governo, mentre il paese è fermo e gli italiani aspettano risultati che non arrivano. Il problema non è quanto dura un governo, ma quanto costa al Paese la sua incapacità di farlo crescere. E il conto di questa manovra sarà lasciato tutto sulle spalle del paese più debole e a chi governerà nella prossima legislatura”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.


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