“La cedolare all’1% per chi affitta ai giovani confonde un incentivo al proprietario con un aiuto all’inquilino, che sono due cose diverse: il risparmio fiscale è certo, la riduzione dell’affitto no”. Lo ha detto il senatore Antonio Nicita, vicecapogruppo del Pd al Senato, nel corso di ‘inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono’, l’evento nazionale di Confcommercio in corso a Bari.”Se la misura sposta verso gli under 35 le case già disponibili, senza farne entrare di nuove nel mercato, restringe l’offerta per tutti gli altri, cioè famiglie, separati e lavoratori di quarant’anni che hanno lo stesso problema abitativo. Anche per i giovani, in assenza di vincoli sul canone, il proprietario può trattenere per intero il beneficio”, ha proseguito Nicita.”Avremmo dovuto premiare gli affitti stabili e a canone concordato per tutti, destinare ai giovani sostegni selettivi in base al reddito e soprattutto aumentare l’offerta abitativa accessibile. Il criterio con cui valutare la misura è semplice: quanto risparmia davvero l’inquilino e quante case in più diventano disponibili? Senza queste risposte rischiamo di finanziare la rendita senza ridurre il caro affitti”, ha concluso.
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