L’attentato a Sigfrido Ranucci “è un colpo alla libertà di tutti. Colpire chi cerca la verità significa provare a spegnere la voce della democrazia. Ranucci incarna il giornalismo coraggioso, libero,
al servizio dei cittadini. A lui va la nostra solidarietà e la nostra gratitudine per il servizio pubblico che Report compie, ma anche l’impegno a difendere chi ogni giorno rischia per informare. Un Paese che non protegge i suoi giornalisti smette di essere libero”. Così il presidente dei senatori del Pd in una intervista a The Post Internazionale in cui accusa il governo Meloni di essere servile verso Trump, muto sul genocidio di Gaza, dannoso per le imprese italiane, incapace di difendere la dignità internazionale dell’Italia, definendo la destra italiana cinica, subalterna e priva di visione, mentre il centrosinistra deve costruire un’alternativa progressista e unitaria per restituire fiducia e speranza al Paese.
“L’immagine di Meloni ancella alla corte di Trump – sottolinea Boccia – è indegna per la nostra storia diplomatica. Colpisce che accetti sorridendo l’umiliazione di Trump e si indigni solo quando le critiche arrivano dall’interno. È il solito doppio registro: servile con i potenti, aggressiva con chi le ricorda la realtà. Questo governo si è inginocchiato davanti agli Stati Uniti: ha firmato un accordo capestro sui dazi che massacra le nostre imprese, è stato una comparsa alla passerella di Sharm el Sheik e non ha avuto il coraggio di pronunciare una sola parola di condanna per il genocidio a Gaza. Meloni ha trasformato l’Italia nella dependance di Trump”.
Su Gaza “il governo Meloni ha scelto il silenzio compiacente. È il solito tentativo della destra di manipolare le coscienze, ma oggi la verità non si può occultare. Le immagini da Gaza parlano da sole. La destra può provare a distorcere, ma non potrà cancellare la sofferenza dei bambini e la devastazione. Trump non ha portato la pace: Sharm el Sheik è stata solo una passerella di potere, un mondo vecchio governato da uomini vecchi che fanno affari sulle guerre che i giovani non vogliono più combattere”.
“L’Europa – insiste il senatore dem – deve ritrovare il coraggio di essere se stessa: custode del diritto, non spettatrice del sopruso. Su Netanyahu pesa un mandato per crimini di guerra, ma si continua a trattarlo da leader. Dopo settantamila morti e ventimila bambini uccisi, il silenzio è complicità. Se non si ha la forza di agire contro i singoli, si sospendano almeno gli accordi commerciali e l’invio di armi”.
“Molti, a destra, confondono la diplomazia con la sudditanza. Credono che inchinandosi al potente di turno si ottengano vantaggi. Ma Trump non è un alleato, è un uomo d’affari. I sorrisi e le pacche sulle spalle sono durati fino al giorno dei dazi. Poi sono arrivati i conti: export crollato, imprese in crisi, lavoratori in ginocchio. È la realtà di un governo che ha svenduto la sovranità economica in cambio di una foto”.
L’alternativa a questo governo “si costruisce nel tempo, con coerenza e fatica. La stiamo tessendo giorno dopo giorno, in Parlamento e nei territori, nella battaglia sui salari, sui diritti, sull’ambiente, per una moderna idea di sviluppo. La destra ha la maggioranza numerica in Parlamento, a causa delle divisioni delle opposizioni nel 2022, ma non credo sia maggioranza nel cuore del Paese. Nel 2027 ci faremo trovare pronti con una proposta progressista ed europeista. La sfida – conclude Boccia – non è solo fermare questa destra, ma presentare all’Italia un’altra idea di Paese, restituendo agli italiani la fiducia che la politica possa davvero cambiare le cose”.