‘Scriveremo a Presidenza Senato’

Il presidente dei senatori del Partito Democratico, Francesco Boccia, ha chiesto oggi alla Presidenza del Senato di farsi portatrice della richiesta avanzata da tutti i gruppi di opposizione affinché venga riaperta l’istruttoria in Commissione Affari Costituzionali sulle quattro intese tra lo Stato e le Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.
“La maggioranza – ha dichiarato Boccia – ha deciso di chiudere le audizioni senza che il Parlamento abbia ricevuto le risposte necessarie su questioni fondamentali. Chiederemo come opposizioni, con una lettera al Presidente La Russa, che la Commissione Affari Costituzionali riapra il ciclo delle audizioni e consenta ai ministri competenti di rispondere alle domande del Parlamento”
“Il Governo – ha detto Boccia – sta portando avanti un’ennesima forzatura politica, insistendo su intese che non tengono conto delle indicazioni contenute nella sentenza n. 192 della Corte costituzionale”.
Boccia ha richiamato anche “il contenuto dei dossier del Servizio Bilancio della Camera e del Senato, che evidenziano rilievi di natura tecnica ancora privi di risposta. In particolare, restano aperti i nodi relativi all’assenza di adeguati meccanismi di salvaguardia finanziaria, alla necessità di ulteriori approfondimenti sulle funzioni da trasferire e sui livelli essenziali delle prestazioni, oltre alla mancanza di un effettivo ruolo di controllo e monitoraggio del Parlamento sulle intese”.
Per questo motivo le opposizioni invieranno una lettera al Governo, al Ministro dell’Economia e delle Finanze e alla Ragioneria generale dello Stato, chiedendo chiarimenti sui rilievi tecnici evidenziati”.
Boccia ha insistito nel chiedere che il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, vengano ascoltati in Parlamento sulle conseguenze concrete delle intese, in particolare per quanto riguarda la sanità e la Protezione civile.
“Non chiediamo di sapere se i ministri siano favorevoli alle intese – ha concluso Boccia – perché è evidente che il Consiglio dei Ministri le ha approvate. Chiediamo invece che il Parlamento possa conoscere quali saranno gli effetti concreti di queste scelte e svolgere pienamente il proprio ruolo di controllo. Per questo chiediamo alla Presidenza di non considerare conclusa l’istruttoria, di riaprire le audizioni e di sospendere l’iter fino a quando non saranno acquisiti tutti gli elementi necessari per una valutazione completa da parte del Parlamento”.


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