“Gli sviluppi di queste ore rendono ancora più urgente una domanda che poniamo da tempo: qual è la strategia del Governo sul futuro del sistema bancario e assicurativo italiano?
Meloni e Salvini hanno sostenuto che bisognasse impedire l’intervento su MPS. Ora il Governo deve spiegare se, per evitare uno scenario, non si rischi di produrne un altro: lo smembramento di Banco BPM, con la cessione di una parte delle sue attività e il conseguente rafforzamento di Crédit Agricole nel sistema bancario italiano. E deve chiarire quali conseguenze tutto questo potrebbe avere sugli equilibri di Generali, a partire dalla partecipazione strategica oggi riconducibile a MPS attraverso Mediobanca.
Noi non parteggiamo per una banca contro un’altra. E non lo faremo mai perché non spetta alla politica decidere chi debba comprare chi. Vale anche qui una regola fondamentale dello Stato di diritto: il Governo governa, il mercato opera e le Autorità indipendenti esercitano le proprie funzioni senza condizionamenti o invasioni di campo della politica. Una distinzione che questo esecutivo ha dimenticato. Proprio per questo deve smettere di comportarsi come un giocatore nel risiko bancario e tornare a svolgere il proprio ruolo: garantire regole trasparenti, concorrenza e tutela dell’interesse nazionale.
Perché qui non sono in gioco soltanto operazioni finanziarie. Sono in gioco migliaia di lavoratori e le loro famiglie, il risparmio degli italiani e la permanenza nel nostro Paese di centri decisionali strategici per il credito e le assicurazioni.
L’articolo 47 della Costituzione affida alla Repubblica la tutela del risparmio. Questa tutela non può cambiare a seconda dell’operazione o dei protagonisti in campo. Il Governo faccia chiarezza e dica finalmente quale strategia sta perseguendo e quale interesse nazionale intende tutelare.” Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.


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