“Questa riforma della giustizia non nasce per migliorare il servizio ai cittadini. Nasce da un’ossessione politica: quella del governo Meloni di ridurre ogni forma di controllo sul potere.
In una democrazia costituzionale i poteri sono separati proprio perché nessuno possa diventare assoluto. Quando la magistratura civile, amministrativa, contabile o penale ricorda a chi governa che esistono regole, diritti e limiti posti dalla legge, non sta facendo politica: sta tutelando i cittadini, le risorse pubbliche e la legalità repubblicana.
Ma ogni volta che accade, questa destra reagisce nello stesso modo: con arroganza e con un vero e proprio bullismo istituzionale. La risposta è sempre la stessa: ‘se volete decidere fatevi eleggere’. È la frase tipica di chi non accetta che il potere, in una democrazia, debba avere limiti.
È esattamente questa l’idea di potere che si afferma nei sistemi nazionalisti e nei modelli che questa destra guarda con simpatia: governi che non tollerano contrappesi e che considerano ogni controllo un ostacolo.
Il referendum del 22 e 23 marzo riguarda proprio questo: se l’Italia deve restare una democrazia costituzionale fondata sull’equilibrio tra i poteri oppure scivolare verso un’idea di potere senza limiti.
Per questo da Brindisi, insieme a magistrati e rappresentanti della società civile impegnati per il No, ribadiamo che difendere la Costituzione significa andare a votare e votare No. Perché nessun potere dello Stato può diventare assoluto”. Così Francesco Boccia, presidente dei Senatori del Partito Democratico, intervenendo a Brindisi ad un’iniziativa sul NO al referendum del 22-23 marzo.