“Invece di occuparsi dei problemi reali il Governo cerca ogni giorno lo scontro ideologico sulla Costituzione, scrivendo riforme che riforme non sono ma sono solo bandiere di propaganda, e sui temi identitari”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, durante un incontro elettorale a Castelnovo Bariano, in provincia di Rovigo, a sostengo di Giovanni Manildo, candidato del centrosinistra a presidente della regione Veneto.
“È stato così con l’autonomia differenziata – ha continuato Boccia – ora sparita dai radar perché bocciata dalla Corte Costituzionale, anche se ora forzando le regole, inseriscono in manovra la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni. Il Premierato giace nel cassetto. E ieri hanno approvato una riforma sulla separazione delle carriere che non risolve nessuno dei problemi della giustizia ma che rompe l’equilibrio tra i poteri costituzionali. La verità è che Giorgia Meloni vuole le mani libere perché insofferente alle regole. Ma vicenda del Ponte sullo Stretto è emblematica: la Corte dei Conti, che controlla che i soldi pubblici siano ben spesi, perché quei soldi non sono di Salvini ma dei contribuenti, ha solo sottolineato che il piano economico presentato non è corretto e va integrato. Ma dalla destra si sono alzate reazioni scomposte perché sono allergici ai necessari controlli previsti dalla nostra Costituzione. Che noi difenderemo sempre. Ma ogni giorno ricorderemo alla premier e al suo governo che il loro dovere è affrontare i problemi concreti degli italiani. L’Istat ha certificato che, a settembre 2025, i salari reali restano inferiori dell’8,8% rispetto a gennaio 2021 e che 5,6 milioni di lavoratori attendono ancora il rinnovo del contratto”.
“Altro che ‘Italia che corre’ – ha concluso Boccia: i redditi stagnano, i consumi arretrano, la produttività è ferma e la pressione fiscale resta tra le più alte d’Europa.
I conti pubblici sono in equilibrio solo grazie al PNRR, non certo per merito del governo”.