“Guardi le piazze di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Palermo e senti le voci, i canti, la passione di una generazione che chiede pace, giustizia, diritti e un futuro diverso. Poi accendi la televisione e quelle piazze sembrano non essere mai esistite: al suo posto soltanto il racconto degli scontri, amplificato da un Governo che alimenta la paura anziché ascoltare le ragioni della protesta, complice un’informazione che gli fa da cassa di risonanza. È una forma di violenza politica anche questa: cancellare le speranze di migliaia di giovani per ridurre un’intera generazione alla cronaca della guerriglia”.
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