“Oggi il presidente della Commissione Covid Marco Lisei ha evitato accuratamente di mettere ai voti la richiesta avanzata unitariamente dalle opposizioni di rimettere alla Commissione plenaria le decisioni sulle attività delegate. Non lo ha fatto per una ragione molto semplice: sapeva di non avere i numeri necessari.
È un fatto politicamente rilevante perché certifica che persino dentro la maggioranza cresce il disagio rispetto a una gestione sempre più proprietaria della Commissione. L’assenza di Forza Italia e della Lega dimostra che Fratelli d’Italia è ormai lasciata sola a difendere forzature procedurali e scelte che nulla hanno a che vedere con la ricerca della verità.
Noi abbiamo denunciato fatti gravissimi: attività delegate per interrogatori svolti fuori dalla sede parlamentare, mancato coinvolgimento dei commissari, assenza di trasparenza e compressione delle prerogative parlamentari. Su queste contestazioni non è arrivata alcuna risposta nel merito.
Prendiamo atto della risposta del Presidente del Senato, che ha richiamato la necessità di garantire il pieno coinvolgimento delle opposizioni, una più ampia informazione dei commissari e una maggiore condivisione dei metodi di lavoro. Sono principi che dovrebbero essere normali in una Commissione parlamentare d’inchiesta. Se è stato necessario richiamarli, significa che le criticità che abbiamo denunciato erano reali e non potevano più essere ignorate.
Eppure, nonostante questo richiamo istituzionale, il presidente Lisei ha tentato ancora una volta di conferire ulteriori deleghe attraverso l’Ufficio di Presidenza, senza unanimità e senza il coinvolgimento della Commissione plenaria.
È esattamente questo il punto.
Se tali decisioni fossero state affrontate fin dall’inizio in Commissione plenaria, alla luce del sole, con il coinvolgimento di tutti i commissari, quelle attività sarebbero state delimitate, perimetrate e sottoposte al controllo dell’intera Commissione. È ciò che abbiamo chiesto fin dal primo giorno. Ed è ciò che si è voluto evitare.
Il tentativo fallito dell’ultimo Ufficio di Presidenza e il richiamo arrivato dalle massime istituzioni parlamentari conducono alla stessa conclusione: le opposizioni avevano ragione.
Purtroppo questa Commissione continua a essere utilizzata come uno strumento di lotta politica contro il Governo che ha gestito la pandemia, anziché come un luogo imparziale di accertamento dei fatti.
Chi presiede una Commissione parlamentare d’inchiesta non rappresenta la maggioranza di turno. Rappresenta l’istituzione. Ha il dovere di garantire tutti i commissari, di costruire fiducia e di assicurare imparzialità. Quando prevale invece una logica di appartenenza politica, si indebolisce la credibilità della Commissione e si mortificano le prerogative del Parlamento.
Per questo continuiamo a ritenere grave e inadeguata la gestione della Presidenza Lisei. E se non verranno ripristinate condizioni minime di correttezza istituzionale e di rispetto delle prerogative parlamentari, le opposizioni saranno costrette a trarne tutte le conseguenze.” Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.