“Il compito che ora spetta a Andy
Burnham, maglietta nero pirata e cv da sindaco fuori
Westminster, non è quello di proporsi come un Corbyn lite (spero
che il Labour, per quanto cannibale, ricordi la magnitudo della
sconfitta di una agenda massimalista e identitaria), ma, al
contrario, come un leader e premier pragmatico, capace di tenere
unito un partito che ora come mai ha bisogno delle sue migliori
forze, da centro e da sinistra, per recuperare un filo con gli
inglesi, spaventati da economia, crisi energetica, tema
migratorio, un quadro geopolitico imprevedibile, sicurezza,
dalla coda lunga della Brexit”. Lo scrive il senatore del Pd
Filippo Sensi in una lettera a Il Foglio.
“Logico che Burnham prometta – e ci sarà, aspettiamoci più
Stato – cambiamento. Che, tuttavia, sarà credibile solo se
costruito su quanto Starmer ha portato avanti in questi due
anni, e non contro (penso, ad esempio, alla collaborazione
crescente con l’Europa e alla posizione ferma sull’Ucraina). Le
chances per Burnham o chi verrà di fermare l’onda di Farage (ma
la campana suona anche da noi) non risiedono in un nostalgico
ritorno a un fallimentare passato, ma nella sua capacità di
rispondere in tempi rapidi e con buonsenso alle ansie e alle
attese della gente comune oggi”.