“Dalla vicenda di Rogoredo emerge con
sempre maggiore evidenza la gravità dei fatti e la necessità di
affidarsi, come sempre, al lavoro serio e rigoroso della magistratura
e delle forze dell’ordine. A loro va la nostra piena solidarietà e il
nostro ringraziamento quotidiano: operano in condizioni difficili e
meritano rispetto, non strumentalizzazioni”. Così il presidente dei
senatori del Pd, Francesco BOCCIA.
“Ciò che colpisce – aggiunge – è l’arroganza politica con cui
autorevoli esponenti del governo, a partire dalla presidente del
Consiglio Meloni e dal ministro Salvini, hanno usato un fatto
drammatico per alimentare propaganda contro i magistrati e rilanciare
la solita narrazione divisiva sull’immigrazione. È un comportamento
irresponsabile. Chi governa non può trasformare ogni tragedia in una
clava politica. La forzatura continua sul referendum, utilizzato come
arma contro la magistratura e contro l’equilibrio tra i poteri
previsto dalla Costituzione, è parte dello stesso disegno: creare uno
scontro permanente e delegittimare ogni controllo”.
“Meloni e Salvini devono venire in Parlamento a spiegare cosa è
accaduto e a chiedere scusa al Paese per questa speculazione. È una
questione di rispetto istituzionale. E nel frattempo ci dicano che
fine ha fatto il decreto sicurezza annunciato con toni muscolari. Sono
passati venti giorni e il ministro Nordio parla di ‘procedure
complesse’. La verità è un’altra: dopo settimane di propaganda, il
decreto non esiste. Se c’è qualcosa di complesso non è la bollinatura,
ma l’incapacità di questo governo di scrivere leggi solide senza
inciampare nei propri pasticci. Forse sarebbe il caso che questo
famigerato decreto venisse ritirato”, conclude Boccia.


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