“La sentenza della Corte costituzionale di oggi ci dice una cosa molto chiara: il fine vita non può essere privatizzato. La conseguenza politica di questa sentenza è che il testo sul fine vita, su cui il confronto in Senato riprenderà a settembre, deve essere cambiato. La Corte infatti, chiamata a pronunciarsi sull’aiuto al suicidio di una persona priva dell’uso degli arti, ci dice con chiarezza che la persona ‘ha il diritto di essere accompagnata dal servizio sanitario nazionale nella procedura di suicidio assistito’. Un diritto per la persona che si trasforma in un obbligo per il servizio sanitario nazionale a svolgere quel ‘doveroso ruolo di garanzia che è innanzitutto presidio delle persone più fragili’. A settembre il testo sul suicidio assistito in discussione in commissione al Senato dovrà essere necessariamente modificato e integrato con un chiaro ed esplicito coinvolgimento del servizio sanitario nazionale. Questa è la condizione, come sempre sostenuto dal nostro senatore Bazoli, perché il confronto possa portare all’approvazione di una legge di civiltà”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.