“È stato surreale che qualcuno abbia
presentato l’emendamento che obbligava ad una comunicazione
anticipata per lo sciopero nei trasporti. Salvini dovrebbe
concentrarsi sulle condizioni generali dei trasporti italiani,
invece lui e questa destra pensano ad aprire un continuo
conflitto con i lavoratori. Lavoratori che giustamente
continuano a rivendicare condizioni di lavoro migliori,
condizioni di sicurezza migliori e salari migliori. La destra
pensa solo a comprimere il dissenso, non cambia mai nulla. Ora
il ritiro della proposta ha evitato il conflitto totale in
Parlamento. Ma quell’emendamento comunque è la spia, l’allarme
dell’insofferenza della destra nei confronti di certi diritti
sanciti dalla Costituzione”. Così questa mattina il presidente
dei senatori del Pd Francesco BOCCIA durante Ping Pong, in onda
su Rai Radio 1.
“Sì, certo, siamo favorevoli al
proseguimento degli aiuti militari all’Ucraina nel 2026”,
Risponde così Francesco BOCCIA, capogruppo del Pd al Senato,
ospite di Pingo Pong su Radiouno, alla domanda se il suo
partito sostenga il proseguimento degli aiuti militari
all’Ucraina nel 2026.
“La caduta di Pokrovsk o Myrnohrad – prosegue –
rappresenterebbe una svolta strategica. Le difese aeree
influenzano l’equilibrio tattico e operativo. Che ci siano
problemi seri nel governo ucraino è oggettivo, ma il sostegno è
un punto fermo dell’impegno europeo. Nel governo lo scontro dà
la fotografia di un condominio litigioso: Salvini a volte fa il
portavoce di Mosca, Crosetto fa il ministro della Difesa, e
Meloni tenta di tenerli insieme. È un puzzle con pezzi di
scatola diversa”.
– “In questi tre anni il governo ha
fatto due decreti per ridurre le liste d’attesa e le liste
d’attesa sono aumentate”. Lo ha detto Francesco BOCCIA,
capogruppo del Pd al Senato, rispondendo a Ping Pong, Rai
Radio1, alla domanda sulle proposte del ministro Schillaci.
“Quando non investi seriamente sulla sanità pubblica –
prosegue – quando tagli il Pnrr e riduci la prevenzione
territoriale, il sistema crolla. Per far funzionare davvero la
sanità bisogna investire almeno il 7% del PIL. Con il 5,9%,
minimo storico, qualsiasi proposta rischia di essere una toppa
più grande del buco”.