“La discussione sul nuovo bilancio
europeo non può fermarsi alle percentuali, ai saldi e alle
architetture istituzionali. La vera domanda è: per chi stiamo
costruendo l’Europa del 2035 e del 2050? Oggi c’è la necessità
di una profonda evoluzione della politica di coesione, chiamata
a misurarsi con una sfida che va oltre la tradizionale riduzione
dei divari economici tra territori: il declino demografico,
l’invecchiamento della popolazione e lo spopolamento delle aree
interne che attraversano ormai gran parte dell’Unione Europea.
Secondo le proiezioni Eurostat, entro il 2050 l’Europa potrebbe
perdere oltre venti milioni di abitanti e più di cinquanta
milioni entro la fine del secolo. Non siamo di fronte a una
questione sociale tra le altre. Siamo di fronte alla principale
sfida economica, produttiva e strategica dei prossimi decenni”.
Lo afferma Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd,
intervenendo alla Certosa di Pontignano, a Siena, nel corso del
confronto dedicato al futuro delle politiche di coesione europee
“Il punto decisivo riguarda la capacità dell’Europa di
investire sul proprio capitale umano in una fase storica segnata
dalla trasformazione digitale e dall’intelligenza artificiale –
prosegue -. Nel tempo dell’intelligenza artificiale e delle
grandi trasformazioni tecnologiche, le infrastrutture sociali
diventano ancora più strategiche. La nuova missione della
coesione europea deve essere la sostenibilità demografica e
territoriale dell’Unione. La riforma della politica di coesione
sarà all’altezza delle sfide del nostro tempo – conclude Boccia
– soltanto se saprà coniugare una più forte capacità di azione
europea con il pieno rispetto del principio di sussidiarietà,
valorizzando il ruolo delle Regioni, delle autonomie locali e
delle comunità territoriali come luoghi nei quali l’Europa
diventa concreta nella vita delle persone”.