Francesco Boccia è capogruppo al Senato del Partito democratico. È a Palazzo Madama che si è consumato il blitz della maggioranza sulla legge di Bilancio: dopo giorni di discussione su un testo mai effettivamente votato, il governo ha spedito fuori tempo massimo l`emendamento che l`ha profondamente cambiata.
Boccia, partiamo dall`obiezione di qualunque lettore attento: sono anni che i governi fanno lavorare inutilmente le Camere, salvo presentare un maxiemendamento che chiude ogni discussione. È accaduto anche con governi guidati dal centrosinistra. Cosa c`è di diverso quest`anno?
«Non scherziamo, qui siamo molto oltre. Quest`anno il Parlamento è stato letteralmente calpestato. Siamo al 16 dicembre e solo ora ci sono i primi voti in Commissione di una legge di Bilancio presentata un mese e mezzo fa».
Perché secondo lei è accaduto?
«Con la destra le trattative avvengono fuori del Parlamento, forse persino fuori del governo. Su alcuni temi delicati assistiamo a un rapporto diretto fra i detentori del potere, alcuni ministri e i gruppi di interesse: grandi aziende, banche, l`industria della Difesa».
Però ci sono risposte alle richieste delle imprese, come le norme per favorire l`ammortamento degli investimenti. Non è così?
«Sull`iperammortamento avevano sbagliato tutto e detto no alle nostre proposte. Ora scopriamo che prorogano gli incentivi sui beni strumentali e gli destinano 1,3 miliardi. Guardi, il cuore della contraddizione di questo governo è semplice: il ministro Giorgetti ci disse che doveva essere una legge di Bilancio “lineare e ordinata”, ora è pasticciata e inconsistente. E con un emendamento l`hanno modificata per un terzo».
Perché pasticciata e inconsistente?
«Hanno messo le mani su tutto: dal Pnrr alle pensioni fino al fisco. Invece di allargare la base imponibile, la stanno riducendo. E ai loro gruppi di interesse concedono modifiche sartoriali».
Siete contrari anche alla stretta sulle finestre di uscita per la pensione?
«Riducono le anzianità contributive per chi vuole riscattare la laurea e allungano i tempi per l`accesso ai benefici. Per non parlare dell`adesione automatica dei lavoratori alla previdenza complementare: un modo surrettizio per imporre un sistema sempre più privatizzato».
Le ultime modifiche appaiono però una risposta verso le imprese che devono fare i conti con il calo della produzione industriale. Non è così?
«Fatti salvi tre o quattro mesi il dato è in calo da tre anni. Sarà sfortunata la Meloni, ma va così. Se non fosse per il Pnrr, saremmo tecnicamente in recessione. Siamo passati da 400 milioni di ore di cassa integrazione del 2023 a oltre 600, e narrano al Paese che le cose vanno bene. Dicono che l`occupazione va bene, eppure quello che declamano è lavoro povero e precario. La gente ha il lavoro, peccato non arrivi alla fine del mese. Declamano il calo dello spread, ma dimenticano di dire che sono i tassi di interesse tedeschi ad essersi avvicinati ai nostri, non il contrario».
Secondo lei perché questo blitz?
«Perché è una maggioranza che si tiene in vita con la colla del potere. Sa perché ci sono quattro relatori per la Finanziaria? Perché non si fidano gli uni degli altri. Ho fatto il presidente della Commissione Bilancio per cinque anni, e non avrei mai consentito una cosa del genere».