“La riforma della giustizia proposta dal governo non risolve i problemi reali del nostro sistema giudiziario. Non accelera i processi, non migliora il servizio giustizia, non interviene sulle carceri, e introduce una separazione artificiale delle magistrature che riteniamo inaccettabile”.
“Un secondo aspetto critico riguarda la creazione di due CSM. La riforma genera tre organi, tra cui un’alta corte che non è presieduta dal Capo dello Stato, e triplica i costi senza produrre benefici concreti. Le modalità di composizione e di sorteggio dei membri mostrano un evidente squilibrio: i giudici togati verranno selezionati dal governo, mentre i rappresentanti politici saranno scelti da una lista ristretta del Parlamento. Questo produce un chiaro disegno politico e mina la fiducia nell’equilibrio della magistratura”.
“Il Partito Democratico non può condividere un disegno che frammenta le magistrature e peggiora la governance della giustizia, senza affrontare le priorità reali del Paese”. Così il Presidente del gruppo del Pd al Senato Francesco Boccia in una intervista a Rds.