“Ministro, deve correggere la
risoluzione e scrivere a caratteri cubitali che lo 0,9% è
complessivo: una cosa sono le parole che volano o che si dicono
nei corridoi, un altro è un atto parlamentare”. Lo ha detto il
capogruppo del Pd Francesco Boccia intervenendo in Aula al
Senato nell’ambito delle dichiarazioni di voto sulle risoluzioni
sulle comunicazioni sulla clausola di salvaguardia parlando
dell’impegno sulla difesa.
Boccia, in Parlamento diverse leghe, maggioranza caotica e bilancio più fragile
Dopo disastro economico non ci potete chiedere di chiudere gli occhi e vedere come va
(ANSA) – ROMA, 05 AGO – Siamo di fronte a “diverse leghe” e
da questo una cosa l’abbiamo capita, “non solo questo crea una
maggioranza più caotica ma un bilancio dello Stato più fragile”.
Lo ha detto il capogruppo del Pd in Senato, Francesco Boccia,
intervenendo in Aula al Senato e annunciando il voto contrario
del gruppo del Pd sulla risoluzione di maggiroanza sulle
comunicazioni del ministro Giorgetti. “C’è un dovere – ha
osservato – quello di mettere il Parlamento sempre e comunqe
nella condizione di decidere, un dovere di trasparenza e lei non
ci sta mettendo un queste situazione”, ha aggiunto rivolgendosi
a Giorgetti, ma in questi quattro anni questo governo “è stato
un disastro sul piano economico e non ci può chiedere di
chiudere gli occhi e vedere come va”.
Boccia (Pd): bilancio Stato non appartiene al governo non possono chiederci di chiudere occhi e affidarci
Roma, 5 ago. (askanews) – “Al ministro Giorgetti dico che ha
ragione: le leghe quando si fondono rendono un materiale più
resistente. Le leghe presenti in Parlamento, invece, aumentano il
caos e rendono più fragile il bilancio dello Stato. La modifica
fatta oggi sul testo di risoluzione della maggioranza ne è una
dimostrazione…Giorgetti ha detto anche che davanti al dovere
non si diserta, ma il primo dovere che abbiamo tutti noi,
compreso il ministro che ha giurato sulla Costituzione, è di
mettere il Parlamento sempre e comunque nelle condizioni di
decidere. C’è il dovere della trasparenza. Il governo non ci sta
mettendo oggi nelle condizioni di decidere: non sappiamo e non
conosciamo cosa stiamo votando. E non ci può chiedere di chiudere
gli occhi, di affidarci e di vedere come va perché è quello che
abbiamo vissuto in questi 4 anni ed è stato un disastro sul piano
economico. Per questo votiamo contro la risoluzione di
maggioranza, che andrebbe modificata, perché lo 0,9 per cento del
PIL destinato alla difesa è complessivo. Giorgetti lo ha detto,
anche nei corridoi del Parlamento, ma non è scritto e verba
volant, scripta manent”. Lo ha detto il senatore Francesco
Boccia, presidente del gruppo del Pd, in dichiarazione di voto
dopo l’informativa del ministro Giorgetti.
“Continuiamo a chiedere come opposizioni unite – ha continuato
Boccia – di adeguare la legge di contabilità rispetto al mutato
ciclo di bilancio dell’Ue. L’entrata in vigore del regolamento
Ue 2024/1263 ha reso necessaria la revisione delle procedure
parlamentari relative alle deviazioni della traiettoria della
spesa netta. Niente è stato fatto, anche se l’articolo 81 della
Costituzione prescrive che l’autorizzazione della spesa pubblica
spetti al Parlamento. Oggi il governo chiede al Parlamento di
sostituire con un voto politico ciò che avrebbe dovuto essere
disciplinato da una legge. Il Parlamento non è un passaggio
procedurale. È il titolare della funzione di indirizzo
finanziario della Repubblica. Ogni compressione di questa
funzione altera l’equilibrio costituzionale tra Governo e Camere.
Negli ultimi anni il centro decisionale della finanza pubblica si
è progressivamente spostato dal Parlamento al governo. Ma il
bilancio dello Stato non appartiene al governo e questo a
garanzia di tutti i cittadini. Oggi invece ci chiedete una delega
in bianco. La destra ha governato in questi anni con un continuo
richiamo all’emergenza. Il disastro dell’ex Ilva rappresenta
quello di tutte le crisi industriali italiane irrisolte. Restano
il caro carburanti, stipendi e pensioni inferiori dell’8%,
l’economia che cresce meno di tutti. Giorgetti dice che ci vuole
portare fuori dalla procedura di infrazione. Ma chi ci ha
condotto l’Italia nella procedura di infrazione? Proprio questo
governo e comunque si decidano, perché la Lega era in gran parte
dei governi precedenti a questo. I governi passano, i partiti
anche. L’unica cosa che resta sono le regole democratiche che è
nostro dovere difendere”.