“L’Assemblea annuale della Consob impone a tutti noi di discutere su una responsabilità che non riguarda soltanto le autorità di vigilanza, ma la politica e le istituzioni internazionali. I mercati finanziari sono cambiati a una velocità senza precedenti: intelligenza artificiale, piattaforme digitali, cripto-attività, stablecoin e tokenizzazione stanno ridisegnando il rapporto tra finanza, tecnologia e risparmio. Le regole, invece, continuano a rincorrere l’innovazione.
L’Europa ha avviato un percorso importante con il regolamento MiCA, ma restano ancora ampie aree prive di una disciplina adeguata e nessuna autorità nazionale può governare da sola mercati che operano ventiquattr’ore su ventiquattro su scala globale. Per questo serve una nuova stagione di cooperazione internazionale tra Europa, G7, G20, Financial Stability Board, Fondo Monetario Internazionale e autorità di vigilanza, con l’Italia protagonista anziché assente e silente.
E per questo sarebbe importante che una autorità come la Consob fosse messa nelle condizioni di lavorare al pieno della propria forza e invece da mesi le beghe della maggioranza impediscono la nomina del nuovo presidente.
La tutela del risparmio non può attendere i tempi della politica. Le autorità indipendenti devono essere messe nelle condizioni di operare con continuità, e non usate come merce di scambio all’interno di patti di potere. La fiducia dei mercati si costruisce anche attraverso la forza e la tempestività delle istituzioni.
La tutela del risparmio è tornata a essere una grande questione costituzionale. L’articolo 47 della nostra Costituzione afferma che la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme. Oggi questo principio va declinato nell’economia digitale, dove il risparmiatore è sempre più esposto a strumenti opachi, mercati scarsamente regolati, piattaforme globali e nuove forme di speculazione che possono mettere a rischio il patrimonio di milioni di cittadini.
La vicenda delle criptovalute dimostra quanto sia urgente intervenire contestando ogni forzatura. Il problema non è l’innovazione tecnologica. Il problema nasce quando l’innovazione cresce più rapidamente delle regole e quando chi esercita il massimo potere pubblico promuove mercati nei quali interessi economici a lui riconducibili possono trarre vantaggio. È un conflitto che mina la fiducia nelle istituzioni e nell’imparzialità dei mercati.
Dopo la crisi finanziaria del 2008 abbiamo imparato che mercati senza regole non producono più libertà ma instabilità.
L’innovazione non deve essere regolata per impedirla. Deve essere regolata per renderla credibile. Perché la fiducia è il primo capitale dei mercati finanziari. Quando la fiducia viene sostituita dall’opacità, dalla speculazione e dai conflitti di interesse, non è soltanto il risparmio a essere in pericolo: è la qualità stessa della nostra democrazia economica.
L’Italia deve farsi promotrice di una nuova iniziativa internazionale per costruire regole comuni sulla finanza digitale, rafforzare la tutela del risparmio e garantire che l’innovazione resti uno strumento di crescita e non diventi il terreno sul quale pochi accumulano ricchezza scaricando i rischi sulla collettività.” Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia dopo l’incontro annuale di Consob con il mercato finanziario.