“L’incontro annuale della Consob con il
mercato finanziario, che si è svolto oggi sotto la guida della
Presidente vicaria Chiara Mosca — alla quale rivolgo un sincero
riconoscimento per la serietà e l’equilibrio con cui sta reggendo
l’istituzione — ha reso plasticamente evidente una contraddizione
che non è più tollerabile: l’Autorità è chiamata ad affrontare
passaggi decisivi per il futuro dei mercati finanziari, ma resta
priva di un vertice titolare perché il Governo Meloni è bloccato
dai veti incrociati della sua maggioranza. Il mandato di Paolo
Savona è terminato l’8 marzo scorso: sono trascorsi oltre quattro
mesi segnati dall’immobilismo più totale. Un ritardo che non
passa inosservato agli addetti ai lavori, italiani ed europei, e
che si traduce in un danno reputazionale per il sistema-Paese.
Nel frattempo i dossier si accumulano: dal consolidamento del
settore bancario, con un risiko che entrerà a breve in una fase
decisiva, all’attuazione della cornice regolatoria europea sulla
finanza digitale. Affrontare tutto questo con una guida ad
interim, per quanto autorevole, è semplicemente irresponsabile.
Le Autorità di vigilanza non sono merce di scambio negli
equilibri interni della destra. Risparmiatori, imprese e mercati
non possono pagare il conto di questa imbarazzante melina. Il
Governo indichi subito un successore di alto profilo tecnico e
istituzionale, con una procedura trasparente, e restituisca alla
Consob la pienezza della sua governance. Il Paese non può
permettersi un’authority acefala proprio nella fase più delicata
per la stabilità dei mercati”. Lo dichiara il senatore Antonio
Misiani, responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture
nella segreteria nazionale del Pd.


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