“DigithON è un vivaio di storie di impresa, di ragazzi, di innovazione. Se c’è una voce che, un tempo giovane protagonista e oggi affermato manager del mondo digitale, ha sempre saputo offrire a DigithON spunti significativi, questa è quella di Andrea Pezzi. Nel 2013 portammo avanti insieme la battaglia comune sulla webtax e sull’emorragia di risorse pubblicitarie dal nostro Paese. Con il suo sguardo lungimirante sul digitale ha saputo anticipare temi cruciali per il dibattito sull’innovazione e sulla sostenibilità dell’ecosistema tecnologico e mediatico italiano”. Così Francesco Boccia, fondatore di DigithON, durante la prima giornata di maratona digitale in corso a Bisceglie con le 100 startup in gara.
“Nessuno avrebbe immaginato
alcuni anni fa che un giorno gli sceneggiatori a Hollywood avrebbero
scioperato ed è successo. Nessuno avrebbe potuto immaginare che alcune
piattaforme con sedi basate in paradisi fiscali potessero con un
interruttore accendere o spegnere addirittura la musica di un Paese
intero. Invece questo può succedere, questa è la degenerazione delle
regole legate al governo delle opere d’arte. Perché una canzone è
un’opera d’arte, come una bella sceneggiatura, un bel film, un tela,
un quadro e noi nell’era pre-digitale eravamo abituati a sapere che
c’era sempre un uomo e una donna dietro quell’opera. Oggi si fa fatica
a distinguere tra finzione e realtà non solo nella canzone, nel film,
ma anche nella composizione, nel libro. E allora è evidente che
dobbiamo fissare regole molto chiare non solo per chi costruisce un
algoritmo, ma anche per chi ne detiene la proprietà e chi attraverso
quell’algoritmo produce un valore che è diverso da quello che veniva
prodotto al tempo della società offline”. Così, con
Adnkronos/Labitalia, Francesco Boccia, fondatore di Digithon, a
margine del confronto, nel corso della maratona digitale a Bisceglie,
con il presidente della Siae, Salvatore Nastasi, che ha lanciato
l’allarme sugli effetti negativi dell’Ia per il diritto d’autore.
E per Boccia “questa è una grande sfida, alla quale devono rispondere
i Parlamenti. C’è un raccordo molto serio in Europa, ma non basta e
penso che la discussione avvenuta qui oggi consegni grandi
responsabilità che non hanno un colore politico, qui a Digithon non
c’è distinzione, c’è la consapevolezza e la convinzione che le nuove
generazioni che interpretano meglio di tutti il funzionamento della
società digitale ci chiedono regole del gioco chiare, comprensibili,
trasparenti e soprattutto a passo con i tempi. Insomma, non possiamo
inseguire i cambiamenti, ma dobbiamo accompagnare”, ha concluso.


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