La morte di Abderrahim Fakir a Bologna, gli agenti, la piazza, la degenerazione, le polemiche contro il sindaco dem Matteo Lepore e le contropolemiche verso la destra che insegue Roberto Vannacci sul caso Roggero: il cortocircuito sulla sicurezza attraversa le due coalizioni. “Purtroppo, come tutte le questioni più avvertite dai cittadini, vedi l`immigrazione, la sicurezza sta entrando nel calderone della campagna elettorale, fatto gravissimo e pernicioso per lo stato”, dice da bolognese e da “battitore libero” di centrosinistra Pierferdinando Casini, eletto al Senato con i dem ed ex presidente della Camera dalla solida formazione post-Dc. Pernicioso? “Sì, basti pensare alla corsa verso nuove fattispecie legislative fatte per soddisfare l`opinione pubblica, con conseguente inefficacia dei provvedimenti stessi: non soluzioni, ma slogan”. Casini ripensa “al tormentone sulle ronde, presentate dalla Lega delle origini come soluzione straordinaria a un problema complesso. Ma quante ronde abbiamo visto, poi, una volta che i toni si sono calmati? Zero. Ecco, il punto è proprio questo: la politica dovrebbe spiegare ai cittadini che cosa succede e non abdicare alla sua funzione pedagogica. Non esistono risposte semplici a problemi complessi”. La deriva del caso Roggero è un esempio di semplificazione? “Che Roggero faccia una sorta di comizio prima di entrare in carcere può essere discutibile, ma non ha senso polemizzare con lui, è un condannato e in un certo senso può essere anche capito. Ma che, a livello di responsabilità governative altissime, si imbastisca un polverone sulla grazia, senza aspettare la lettura della motivazione della sentenza e coinvolgendo il capo dello stato in modo improprio, beh, che cos`è questo se non campagna elettorale?”. Al ministro della Giustizia Carlo Nordio fischieranno le orecchie. Era una soluzione semplice a un problema complesso anche lo scendere in piazza a Bologna dopo la morte di Fakir? “Tutte le scelte sono discutibili e tutte, con il senno di poi, possono essere giudicate diversamente”, dice Casini, “ma la realtà ci dice che non è nella normalità che una persona muoia com`è morto Fakir. L`inizio di questa storia non è la manifestazione indetta dal sindaco Lepore; è la morte di un uomo. Di quei momenti è stato diffuso un video parziale: i due poliziotti avevano la body-cam, l`hanno messa in funzione e hanno consegnato il filmato alle autorità giudiziarie, cosa che depone a loro favore. Il procuratore capo
di Bologna, stimato trasversalmente, ha detto che le indagini terranno conto dell`intero sviluppo dei fatti. Aspettiamo”. Quella sera non si è aspettato. “Bologna ha una sua tradizione di piazza, può piacere o dispiacere: se la città viene ferita pesantemente, il sindaco può decidere che l`ondata d`indignazione da parte dell`opinione pubblica debba essere manifestata, ma le persone in strada erano pacifiche”. Non tutte. “Che si siano infiltrati dei facinorosi è un altro discorso. Anche in assenza di manifestazione, probabilmente quei delinquenti a volto coperto avrebbero preso a pretesto la morte di Fakir per aggredire e danneggiare, senza alcun interesse per la verità. L`unico interesse era aggredire la Polizia. Ma i bolognesi non sono contro la Polizia”. Tuttavia ci si chiede se sia stato giusto o meno convocare la manifestazione. “Probabilmente, con il senno senno di poi, si poteva aspettare qualche ora, ma questo non cambia la questione”. Bisogna scrivere il programma del centrosinistra. Come affrontare il tema sicurezza nel Pd? “Io ragiono per me stesso e non ho nessun titolo per parlare per il Pd, ma posso dare un consiglio”. Diamolo. “Lasciare alla destra il monopolio della sicurezza è demenziale e autolesionista, come lasciarle il monopolio dell`affetto che gli italiani nutrono per le forze dell`ordine. Allo stesso tempo l`Italia non può diventare il Far West per inseguire Vannacci”. Gli enti locali sollecitano più agenti. “Mancano uomini, come denunciano anche tanti sindaci di centrosinistra che chiedono più presidio sul territorio, più prevenzione, più formazione. Visto il grande vuoto di organico, oggi molti agenti sono giovanissimi. E devono essere formati, per poter gestire casi drammatici come il caso Fakir”. Non si è più in grado di affrontare la violenza in piazza? “Io sono figlio di un`epoca in cui i violenti infiltrati ai cortei di ogni colore venivano emarginati. Nessuno strumentalizzava. Oggi invece, a leggere alcuni commenti, pare quasi che i violenti li abbia mandati Lepore. Inaccettabile. C`è molta strumentalizzazione. Soprattutto, c`è una deriva estremista: a Bologna, nel paese e da due parti”. Marianna Rimini