“Conchita Sannino oggi su La Repubblica raccoglie la testimonianza di un’imprenditrice che denuncia una violenza sessuale subita negli uffici del Senato da parte di un senatore di cui era ospite. Se le accuse fossero confermate saremmo di fronte a un fatto gravissimo, ma di questo si occuperà la magistratura. Ciò non toglie che noi come istituzione e come senatrici non possiamo tacere. Sappiamo che queste cose non hanno confini, ma le istituzioni devono essere in prima fila nel contrasto alla violenza sessuale e i nostri palazzi dovrebbero essere luoghi sicuri e trasparenti per chiunque li frequenti a qualsiasi titolo, per questo chiederò anche alla commissione bicamerale femminicidio di occuparsene.
Va detto che, a fronte della gravità dell’accusa colpiscono le parole del senatore: non la legittima contestazione delle accuse, ma l’aria spavalda e le allusioni all’aspetto fisico proprio e della signora, dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, la necessità – anche per gli adulti, ed evidentemente anche per i senatori – dell’educazione sessuo affettiva e al rispetto dell’altro. Ho già espresso con le mie colleghe solidarietà e vicinanza alla donna. Mi auguro che sia fatta al più presto chiarezza sui fatti”. Così la senatrice del Pd Cecilia D’Elia, vice presidente della commissione bicamerale sul femminicidio.


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