Nel corso delle audizioni in Commissione Affari Costituzionali del Senato sul disegno di legge di riforma della legge elettorale, il senatore del PD Francesco Giacobbe è intervenuto rivolgendosi ai costituzionalisti auditi per esprimere le proprie forti preoccupazioni sulla proposta di superamento delle attuali ripartizioni della Circoscrizione Estero.
“La legge Tremaglia – ha detto – non nacque per garantire una rappresentanza astratta degli italiani all’estero, ma per assicurare una rappresentanza territoriale reale. Le quattro ripartizioni furono individuate proprio per rispettare questo principio. Eliminarle significa modificare profondamente la natura della rappresentanza prevista dal legislatore costituzionale.”
“La Costituzione – ha proseguito – attribuisce al Senato una rappresentanza delle realtà territoriali. È davvero possibile considerare l’intero mondo come un’unica area omogenea? È una domanda alla quale questa riforma non offre una risposta convincente.”
Nel corso dell’intervento Giacobbe ha poi richiamato il mutato quadro normativo determinato dalla recente riforma della cittadinanza, osservando come il presupposto politico utilizzato per giustificare la modifica della legge elettorale rischi di essere già superato.
“Se la preoccupazione – ha spiegato – era l’aumento del numero degli elettori italiani residenti all’estero, oggi quel quadro è profondamente cambiato. La nuova normativa sulla cittadinanza modifica radicalmente la platea degli aventi diritto e, nel tempo, ridurrà sensibilmente il numero dei cittadini italiani residenti all’estero. Per questo motivo appare ancora meno comprensibile introdurre oggi una riforma che riduce la loro rappresentanza.”
Nel corso delle audizioni è inoltre emersa un’ampia convergenza tra i costituzionalisti ascoltati, che hanno evidenziato come la riforma rischi di snaturare il fondamento della rappresentanza degli italiani all’estero, recidendo il legame con le diverse realtà territoriali e trasformandola in una rappresentanza meramente astratta. Diversi esperti hanno inoltre sottolineato che una materia così delicata richiederebbe una revisione organica dell’intero sistema, anziché interventi parziali che rischiano di alterarne l’equilibrio costituzionale.
“Gli italiani all’estero – ha sottolineato – rischiano di diventare cittadini di serie B, privati di quella rappresentanza territoriale che ha consentito finora di dare voce alle diverse realtà continentali. Si tratta di un arretramento che merita una riflessione molto più approfondita.”
“Condivido pienamente il suggerimento emerso nel corso delle audizioni – ha concluso Giacobbe – sarebbe opportuno affrontare la disciplina della Circoscrizione Estero con un provvedimento dedicato e con tempi adeguati di approfondimento. Oggi stiamo intervenendo su una materia complessa mentre, contemporaneamente, stanno cambiando le regole sulla cittadinanza, sull’elettorato e sulla composizione stessa delle nostre comunità nel mondo. Serve una visione complessiva, non una decisione presa sotto la pressione del momento.”


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