“Oggi il governo sta dando il meglio di sé: da un lato il ministro Nordio, imbarazzante, che parla di genetica maschile e inchioda così gli uomini ad essere violenti, dall’altro la ministra Roccella che minimizza il ruolo dell’educazione sessuale nella prevenzione della violenza, portando la Svezia come esempio negativo.
Certo, se il problema è mutare il dna degli uomini diventa difficile, ma possibile che la ministra delle pari opportunità non sia interessata a sostenere percorsi educativi di superamento degli stereotipi, di educazione al consenso, di educazione sessuo affettiva?
Che non veda l’urgenza di adeguare la scuola ai cambiamenti avvenuti, alle domande delle ragazze e dei ragazzi?”
A dichiararlo è Cecilia D’Elia senatrice Pd e vicepresidente della commissione bicamerale sul femminicidio.