Senatrice Cecilia D`Elia, Pd, vicepresidente della Commissione femminicidio, qual è l`aspetto che più l`ha colpita nella vicenda che riguarda il senatore Francesco Silvestro?
«Sono rimasta molto turbata dalla denuncia di un fatto che sarebbe avvenuto nelle stanze del Senato. A questo si aggiungono le incredibili risposte del senatore. Non discuto della legittima contestazione dei fatti, che potrà far valere in sede giudiziaria, ma della protervia (“ci divertiremo”) e della cultura che esprimono le sue risposte nell`intervista di ieri a Repubblica».
Quale esattamente?
«Una cultura patriarcale, in definitiva. I riferimenti all`aspetto fisico di sé stesso e della donna riproducono uno stereotipo assolutorio: cosa voleva dirci? Che chi è bello non ha bisogno di ricorrere alla violenza per stare con le donne che vuole? Davvero parole fuoriluogo».
Cosa rivelano?
«Di quanto certi modi di pensare siano radicati, difficili da estirpare. Evidentemente ci vorrebbe l`educazione sessuo affettiva anche per gli adulti e forse anche per i senatori».
Lei lo conosce personalmente?
«Come collega, ma non abbiamo lavorato insieme in commissione».
L`episodio è avvenuto in una sede istituzionale.
«Sì, se le accuse fossero confermate sarebbe gravissimo, proprio quando le istituzioni dovrebbero essere in prima fila nel contrasto alla violenza».
Il presidente del Senato La Russa ha chiesto accertamenti. Si aprirà un`inchiesta interna?
«Stamattina come senatrici del Pd abbiamo sottolineato come l`istituzione non potesse rimanere silente di fronte a questa notizia. L`iniziativa del presidente La Russa mi sembra importante, non a caso fa riferimento al dovere di assolvere al nostro incarico con disciplina e onore».
Cosa rischia adesso regolamento alla mano?
«Questo lo valuteranno i questori e l`ufficio di presidenza. Ma è importante che il Senato si sia mosso».
Come valuta il fatto che la vittima abbia denunciato la violenza dopo 16 mesi?
«Non è un caso isolato. Sono vicende delicatissime, la violenza è difficile da elaborare. Ce lo insegnano le avvocate che lavorano con i centri anti-violenza. Ogni donna ha i suoi tempi, bisogna saperli rispettare, siamo di fronte a traumi da cui non è semplice venirne fuori».
Il senatore Silvestro ora afferma di poter chiarire tutto.
«Come è giusto che sia avrà modo di far valere le sue ragioni nelle sedi opportune. Intanto cominci a riconoscere che non ha usato parole adeguate».
Perché ha chiesto che del caso si occupi anche la Commissione femminicidio?
«Nessuno intende sostituirsi alle sedi proprie della giustizia, ma la Commissione femminicidio si occupa di tutte le forme di violenza. Di recente abbiamo approfondito la violenza economica, quella online, ora siamo alle prese con quella nello sport, non penso possa restare indifferente a ciò che avviene nei nostri palazzi».