Ho appreso con dolore e indignazione dell’aggressione di un padre a sua figlia, ‘colpevole’ ai suoi occhi di essere lesbica. La notizia, resa pubblica da una denuncia di Arcigay di Napoli, racconta una violenza inaccettabile. Voglio soprattutto esprimere alla ragazza la mia vicinanza. Dobbiamo come istituzioni difendere la libertà di ognuna e ognuno di vivere pienamente la propria identità e di esprimere liberamente chi è.
La lesbomotransfobia, in tutte le sue forme, resta una ferita aperta per la nostra società. Non possiamo rassegnarci, non possiamo abbassare la guardia: serve subito una legge contro i crimini d’odio, occorre continuare a denunciare, a educare, a costruire una cultura del rispetto e della libertà.

A scriverlo in una nota è Cecilia D’Elia, Senatrice del Partito Democratico e capogruppo in commissione Cultura


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