“Annuncio subito il voto contrario del Pd a questo provvedimento, anche se registriamo che il governo ha almeno aperto gli occhi di fronte all’esigenza di manodopera delle imprese, al di là della propaganda politica utilizzata che ha portato l’Esecutivo a emanare 8 decreti inutili che hanno aumentato l’irregolarità e riempito le galere. Con questo decreto la destra ha almeno aperto gli occhi sul fatto che l’immigrazione è una questione nazionale, non un argomento per alimentare la paura. Ma l’elemento negativo che ci costringe al voto contrario è che non hanno aperto ancora gli occhi sulla vera realtà e cioè che i meccanismi di ingresso regolare in Italia non funzionano. Nel 2023-24 solo 7,8% delle quote di ingresso dei flussi si è tramutato in permesso di soggiorno. Oggi quindi non si vara un decreto flussi, ma un decreto deroghe”. Lo ha detto in Aula in dichiarazione di voto il senatore del Pd Graziano Delrio, presidente del Comitato Schengen.
“La riforma Turco-Napolitano – ha spiegato Delrio – ha legato l’ingresso in Italia al lavoro, la legge Bossi-Fini ha trasformato questo collegamento in una fonte di irregolarità perché per entrare regolarmente i migranti devono aver già avuto il lavoro: una grande ipocrisia. Tutti i permessi di soggiorno che vengono rilasciati sono in verità sanatorie. In Italia non riescono ad entrare i migranti laureati, né quelli che hanno fatto formazione all’estero, è più facile entrare in Cina. Dobbiamo semplificare la burocrazia. Quando il centrodestra vorrà arrivare ad aprire gli occhi anche su questa realtà ci farà felici, a loro diciamo: coraggio! Il miglior piano Mattei lo stanno facendo gli immigrati che lavorano in Italia con le loro rimesse. Abbiamo quindi un doppio interesse all’immigrazione regolare perché difendiamo la dignità delle persone, la qualità della nostra democrazia e la prosperità della nostra economia e di quella dei paesi africani. Aspettiamo di poter discutere in quest’Aula questa riforma”.


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