“La decisione dell’Unione Europea di ridurre di 2/3 la dipendenza dal gas russo costringe l’Unione ad un salto di qualità nelle politiche energetiche continentali e a recuperare i grossolani errori commessi. Per superare la drammatica contingenza della guerra, certamente serve una diversificazione dell’approvvigionamento del gas, compreso il Gas naturale liquefatto. Ma, dati alla mano, serve ancor di più una grande accelerazione verso le rinnovabili, le uniche in grado di creare l’indipendenza energetica continentale e nazionale e, contemporaneamente, energia pulita, a basso costo e sicura”. Lo dichiara il sen. Andrea Ferrazzi, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
“Gli operatori nazionali – aggiunge – come più volte sottolineato da “Elettricità Futura”, l’associazione di Confindustria che riunisce oltre 500 imprese che operano nel settore elettrico e rappresentano il 70% del nostro mercato, hanno chiesto al Governo e alle Regioni di accelerare sull’autorizzazione di 60 GW di nuovi impianti rinnovabili entro giugno. Questi operatori sono pronti a investire 85 miliardi aggiuntivi rispetto al PNRR nei prossimi 3 anni, creando, tra l’altro, 80.000 posti di lavoro. Da sola, questa iniziativa, taglierà ogni anno 15 miliardi di metri cubi di gas, che sono più della metà dell’importazione annua dalla Russia”.
“Per quella via – conclude Ferrazzi – in 8 anni il nostro Paese potrebbe eliminare del tutto la necessità di gas per la produzione di energia elettrica. Questa è la strada per abbattere le bollette energetiche di famiglie e imprese”.