“Il caro carburante continua a pesare sulle famiglie proprio nel fine settimana del controesodo. I dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy parlano chiaro: la benzina in modalità self service ha raggiunto una media di 2,010 euro al litro e il gasolio 2,130 euro. In autostrada si arriva rispettivamente a 2,087 e 2,203 euro al litro. Sono aumenti che si traducono in un costo concreto per chi si sposta, lavora e deve affrontare le spese quotidiane”. Lo dichiara il senatore del PD Michele Fina. “Di fronte a questa situazione – prosegue – il Governo e’ a secco di risposte: non si può intervenire ancora con misure temporanee e insufficienti. Le famiglie hanno già pagato un prezzo molto alto durante queste settimane di ferie: quelle che hanno potuto permettersele, visto che la metà non ha avuto la possibilità di farle. Meloni deve intervenire perché il caro energia non continui a scaricarsi sui bilanci familiari e sulle imprese. L’instabilità internazionale, alimentata dalle scelte del sovranista Trump, ha contribuito alla volatilità dei mercati energetici. Ma proprio in una fase come questa servono politiche capaci di proteggere cittadini e imprese dagli shock esterni. Il Governo deve chiarire quali strumenti intende mettere in campo per contenere il costo dei carburanti e dell’energia, visto che sta per scadere l’intervento -sul solo gasolio e di pochi centesimi- previsto a inizio mese. Il PD ha indicato una strada: subito introdurre la tassa sugli extra-profitti, utilizzare il meccanismo delle accise mobili e, soprattutto, presentare una strategia strutturale per ridurre il costo dell’energia, accelerando la realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili e semplificando anche sul piano burocratico i tempi necessari per realizzarli. Chiediamo inoltre al Governo di dire con chiarezza come intenda dare seguito alla flessibilità messa a disposizione dall’Ue sul fronte energetico e quali investimenti intenda realizzare: basta vaghezza. Quelle risorse devono contribuire a rafforzare la nostra autonomia energetica e a spingere sulle rinnovabili, proprio quelle energie che la destra, anche negando o minimizzando per anni la portata del cambiamento climatico, ha contribuito a rallentare. Il punto è semplice – conclude Fina –: famiglie e imprese hanno bisogno di prezzi dell’energia più prevedibili e sostenibili. Di fronte a benzina e gasolio che superano nuovamente i due euro al litro, il Governo deve smettere di inseguire l’emergenza, chiarire le proprie intenzioni e presentare una strategia energetica capace di ridurre la vulnerabilità del Paese”.


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