“Non abbiamo chiuso sedi, ne
abbiamo aperte”. Lo ha detto il senatore e tesoriere PD Michele
Fina parlando del percorso di razionalizzazione dei circoli del
Pd. “La vicenda di Bologna è stata particolarmente sotto i
riflettori perché è l’unica provincia d’Italia che ha ancora ha
cento sedi, ha una forza politica e un’organizzazione presente e
pesante”.
Per Fina nelle casse del PD “non c’era un buco. Noi abbiamo
consolidato in tutta Italia un rapporto con il patrimonio che
viene dai precedenti partiti al Partito Democratico che si è
mosso sulla consuetudine. Quello che abbiamo fatto in tutta
Italia, anche a Bologna, è stato invece quello di definire
accordi scritti sia per lavorare sul debito che si era
accumulato, ad esempio negli affitti, e sia per capire la
migliore gestione di questo patrimonio”.
In questi mesi il PD ha “preso il toro per le corna perché –
rassicura Fina – eravamo e siamo in una situazione positiva” e
proprio per questo “abbiamo trovato la forza, le ragioni e la
solidità” per affrontare questa “razionalizzazione”.
“Solo in questi tre anni, grazie al 2×1000, abbiamo
trasferito all’Emilia-Romagna circa mezzo milione di euro dal
nazionale – ha spiegato il tesoriere del PD – Bologna è
cresciuta del 30% e ha ricevuto risorse che prima non c’erano.
Abbiamo fatto un’opera di razionalizzazione, ma in una
situazione positiva: il lavoro sta andando molto bene”, ha
precisato Fina, spiegando che grazie a queste risorse il PD
intende “proseguire il lavoro di presenza sui territori, puntare
alla formazione politica, soprattutto puntando sulla presenza
delle DONNE, e avere risorse che diano forza alle nostre idee”.
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore “tra i sindaci di riferimento
della nostra comunità politica è uno dei più importanti anche
a livello nazionale, una delle voci più autorevoli ed è il
nostro punto di riferimento”.
Lo ha detto il senatore e tesoriere nazionale PD Michele Fina,
ribadendo il sostegno al primo cittadino bolognese in vista
delle ELEZIONI amministrative che sotto le due torri si terranno
nel 2027.
“L’esperienza amministrativa di Bologna è un esempio: se
dobbiamo prendere un modello di buona amministrazione pubblica,
quello che c’è in Emilia-Romagna a partire da Bologna è senza
dubbio un riferimento”, ha aggiunto Fina.