“L’evento dannoso, il caso straordinario, che ha sollecitato il Governo ad adottare il 129 decreto legge che stiamo discutendo non è, come dovrebbe essere, una calamità naturale, ma una calamità politica tutt’altro che straordinaria è tutt’altro che inevitabile. Una calamità che ha un nome e un cognome o meglio 4 nomi e cognomi, quelli dei capigruppo di maggioranza nella Commissione Affari costituzionali del Senato, che presentarono qui in Aula il famoso emendamento con cui sono state riscritte, in maniera palesemente incostituzionale, parti rilevanti dell’istituto del rimpatrio volontario assistito, coinvolgendo il CNF e prevedendo un compenso per gli avvocati che avessero assistito il cittadino straniero nella fase di presentazione della richiesta di rimpatrio, ma solo nel caso dell’effettiva partenza del migrante. Che tale norma andasse abrogata o riscritta è pacifico. Ma ciò che non è affatto pacifico e necessario è il modo con cui il Governo ha ritenuto di rimediare alla precedente sconsiderata scelta della sua maggioranza”. Lo ha detto il senatore Andrea Giorgis, capogruppo del Pd nella Commissione Affari costituzionali, che ha pronunciato la dichiarazione voto sul dl migranti.
“Perché se è vero che il nuovo decreto cancella ogni riferimento al Consiglio Nazionale Forense e parrebbe sopprimere la condizione dell’effettivo rimpatrio per la corresponsione del compenso all’avvocato – ha proseguito Giorgis – è altrettanto vero che da un lato ribadisce la logica degli incentivi economici ai soggetti intermediari, e, dall’altro, autorizza, in maniera generica e indeterminata, il ministero dell’interno ad estendere la platea di tali soggetti, senza prevedere alcuna garanzia di imparzialità e di professionalità. In commissione e poi in Aula abbiamo provato ad offrire un contributo costruttivo, con emendamenti ragionevoli che come al solito sono stati respinti. Questo modo di agire della destra, che non si fa scrupoli nel far leva sulle paure e sulle pulsioni più irrazionali e tende ad insinuare l’idea che ogni straniero sia un nemico o un delinquente, può, nell’immediato, procurare consenso, ma, alla fine credo che gli si ritorcerà contro: perché stanno sottovalutando l’umanità e la saggezza dei nostri concittadini e la loro capacità dí constatare che questa politica aumenta solo la sofferenza, la paura e l’esclusione sociale e non certo la sicurezza e la qualità della loro vita “