“La concentrazione del potere nelle mani del governo e della sua maggioranza e l’ avversione per il pluralismo istituzionale, sociale e politico è la cifra, il cuore, l’essenza, l’indirizzo politico della destra guidata da Meloni. Lo dimostrano le controriforme della giustizia e del premierato, la riscrittura della legge elettorale e lo dimostra l’abuso della decretazione d’urgenza, una pratica sempre più spregiudicata e lesiva dei capisaldi della nostra forma di governo, delle prerogative del Parlamento e della qualità della legislazione, sempre più incerta e variabile. Siamo al 135° decreto, un record da parte del governo dei record, tutti negativi: di provvedimenti sulla sicurezza e di nuovi reati senza che si sia ottenuto nulla più che il sovraffollamento delle carceri e una impennata della recidiva, il record della demolizione della sanità pubblica e potrei proseguire. Quali sono i casi di straordinaria necessità e urgenza imprevisti e imprevedibili che dovrebbero giustificare questo decreto legge? Cosa è accaduto in questi ultimi giorni di così straordinario? Avete scoperto che nel 2024 è stato stipulato il patto europeo per la migrazione? O che ogni anno c’è un esame di stato per gli avvocati? Per la Corte costituzionale il contenuto di un decreto dovrebbe essere anche omogeno, e in questo decreto non c’è nulla di omogeneo”. Lo ha detto in Aula il senatore Andrea Giorgis, capogruppo del Pd nella Commissione Affari costituzionali, illustrando la pregiudiziale al dl giustizia-immigrazione
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