“Quali benefici deriveranno alla nostra
pubblica amministrazione e ai cittadini, nel rendere più
difficile perseguire gli illeciti erariali, compresi quelli già
commessi e magari già accertati seppur non ancora in via
definitiva? Nessun beneficio chiaramente: con questa riforma vi
è solo il rischio di deresponsabilizzare e demotivare una
pubblica amministrazione già oggi troppo poco valorizzata, e di
impoverire le casse dello Stato. L’ampliamento illimitato del
controllo preventivo a chiamata, la nuova disciplina del silenzio
assenso e della connessa totale irresponsabilità degli
amministratori pubblici, la sostanziale eliminazione del
controllo concomitante, la limitazione della responsabilità per
colpa grave, l’introduzione di un doppio tetto al risarcimento
insieme alle innovazioni sul piano organizzativo che prevedono
tra l’altro la rigida gerarchizzazione degli uffici di Procura,
l’accorpamento delle sezioni centrali regionali e la unificazione
in capo agli stessi magistrati delle funzioni di controllo,
consultive e giurisdizionali, rischierà di porre la Magistratura
Contabile nella sostanziale impossibilità di svolgere il compito
che la Costituzione le assegna di tutela della legalità della
finanza pubblica e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche,
comprese quelle del PNRR. Poi con la limitazione ex lege del
risarcimento del danno al 30%, si rischia, di produrre ulteriori
gravi ingiustizie. In buona sostanza è altissimo il rischio di
sprecare le risorse pubbliche e compromettere così la possibilità
di investimenti utili alla crescita e allo sviluppo, perché la
riforma riguarda anche la gestione dei fondi europei. Governo e
maggioranza non hanno voluto ascoltare le considerazioni e le
preoccupazioni illustrate dagli esperti e dalla stessa
Magistratura e da noi tradotte in proposte emendative
ragionevoli, perché l’obiettivo era solo quello di rimuovere un
limite e un presidio di legalità che ha avuto l’ardire di mettere
sotto la luce del suo controllo alcune delle loro scelte più
caratterizzanti: come, ad esempio, il ponte sullo stretto o i
centri di trattenimento in Albania. Questo è un atto di
arroganza politica che arrecherà solo danno ai cittadini e al
Paese”. Così il senatore Andrea GIORGIS, capogruppo Pd in
Commissione Affari Costituzionali durante il dibattito sul Ddl di
riforma della Corte dei Conti.


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