“Le condanne a 7 anni di Mauro Moretti e 5 anni per Michele Elia, rispettivamente ad di FS e RFI, non possono essere considerate soddisfacenti rispetto alle accuse che andavano dal disastro ferroviario, all’omicidio colposo plurimo, dall’incendio alle lesioni colpose. Tuttavia ci troviamo di fronte ad un cambio di passo nella gestione della giustizia nel nostro Paese”. Lo dichiara la senatrice del Pd Manuela Granaiola.
“Questo processo – aggiunge – a differenza di molte altre drammatiche vicende che hanno macchiato l’Italia (per tutte ricordo quella del Moby Prince, 139 morti e nessun colpevole) si è concluso con l’individuazione di cause e responsabilità ben precise. Di certo le pene non saranno di grande conforto per i familiari delle vittime. La pena inflitta all’ing. Moretti è purtroppo molto più lieve di quella richiesta dall’accusa”.
“Bisognerà leggere attentamente la sentenza – sottolinene – e comprendere bene le ragioni e le valutazioni che hanno portato i giudici a questa determinazione così come alle altre pene minori ed alle tante assoluzioni. Non si tratta di invocare vendette, ma semplicemente di chiedere una giustizia adeguata alla gravità dei fatti (che certo non furono uno “spiacevole incidente”)”.
“Questo è il processo di primo grado – conclude Granaiola – di sicuro prima di giungere alla sentenza definitiva ne seguiranno altri. Tuttavia, per la gravità dei fatti e per l’esito di questo primo grado di giudizio credo che l’Ing Moretti debba essere allontanato da tutte le cariche pubbliche che ancora ed incomprensibilmente continua a ricoprire; anzi credo che per decenza dovrebbe essere lui stesso a consegnare le dimissioni da tutti gli incarichi pubblici che ricopre a partire da quelle di ad di Finmeccanica. Auspico anche l’immediato ritiro di quel cavalierato così inopportunamente concesso dall’allora presidente Napolitano”.