“Sugli orfani di femminicidio siamo molto lontani dal merito delle risposte che ci attendevamo, nel quadro della massima collaborazione istituzionale che come Pd esercitiamo su questi temi. Il sottosegretario Ostellari, rispondendo nell’Aula del Senato a una mia interrogazione sul sostegno dello Stato che non riesce ad arrivare come dovrebbe ai minori orfani di madre e padre, o con il padre in carcere, ha solo elencato i provvedimenti che abbiamo messo in campo noi quando eravamo al governo. Nel 2018 è stata approvata la legge ad hoc, nel 2020 è stato emanato il suo regolamento attuativo. Nel frattempo la Bicamerale Femminicidio ha approvato all’unanimità una relazione proprio sul tema, elencando una serie di criticità emerse dopo 6 anni dalla normativa. Si tratta di ‘registrare’ le misure esistenti e di migliorare tutte le procedure. Possibile che il governo non riesca a farlo?”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, che è intervenuta al question time nell’Aula del Senato.
“Per prima cosa – ha proseguito Valente – è necessario sapere chi sono, quanti sono e dove stanno gli orfani di femminicidio, per raggiungerli e sostenerli. La legge 53/22 sulle statistiche in materia di violenza di genere già prevedeva la registrazione degli orfani all’atto dei femminicidi, ma la normativa non è stata attuata da questo governo. Ora c’è la pdl Carfagna, ben venga tutto, serve un elenco degli orfani di femminicidio. Noi sappiamo dalle interlocuzioni con loro e con le associazioni del terzo settore che le famiglie affidatarie vivono in condizioni molto difficili. Parliamo spesso di nonni che hanno perso la figlia e che si fanno carico dei nipoti, quindi di situazioni complesse, drammatiche: devono ottenere tutto il sostengo necessario, economico e non solo. Le risorse ci sono, sono state stanziate dal Parlamento, ma non riescono ad arrivare concretamente alle persone che ne hanno bisogno, ovvero ai minori e alle famiglie che li hanno accolti. Le procedure per l’accesso al sostegno sono troppo complicate, farraginose ed è impossibile accedere al fondo senza l’aiuto delle associazioni: vanno semplificate. I 60 mila euro previsti dal regolamento devono andare ad ogni orfano, non suddivisi in caso di famiglie con più ragazzi. Le spese mediche, soprattutto quelle per lo psicologo, vanno anticipate e non previste a rimborso, perché le famiglie non ce la fanno ad anticipare i costi e devono avere diritto alle cure psicologiche anche gli affidatari. Poi vanno modificate le norme sull’indegnità a succedere e va previsto l’ascolto degli orfani nei processi. L’Esecutivo deve agire, non può risponderci in Aula facendo l’elenco di misure che abbiamo approvato noi e lavarsene le mani”.