“Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, non è una ricorrenza o un richiamo, ma è un monito, uno sprone. Quest’anno c’era stato un patto politico, un accordo sancito da una stretta di mano tra la leader del principale partito di maggioranza Giorgia Meloni e la leader del principale partito di opposizione Elly Schlein. Questo accordo da oggi non c’è più, le forze di maggioranza hanno deciso di smentire la presidente del Consiglio. Se non convincono alcuni passaggi della legge sul consenso, che solo una settimana fa è stata approvata all’unanimità alla Camera, c’è un tema politico. Abbiamo la necessità di sapere cosa è successo”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, prendendo la parola nell’Aula del Senato.
“Siamo basiti di fronte a quanto è accaduto nella Commissione Giustizia dopo un’intesa chiara tra le due leader – ha proseguito Boccia – vedere la maggioranza tornare indietro in questo modo supera la normale dialettica politica. L’arretramento sulla legge sul consenso è un fatto molto grave. La presidente Meloni ha parlato di centralità della lotta alla violenza contro le donne, ma qui in Senato la maggioranza la smentisce su una norma che stabilisce che solo con un consenso libero, pieno ed esplicito non c’è stupro: devono dirci cosa c’è che non va in un testo come questo. Noi continueremo ad avanzare e non accetteremo un allungamento dei tempi. Una democrazia che non protegge la libertà delle donne è più debole, più fragile, più povera e ingiusta. Una democrazia che non sa proteggere un no non sa cosa sia la giustizia”.