“La tragedia che l’8 agosto 1956, nella miniera di carbone del Bois du Cazier, a Marcinelle, provocò la morte di 262 lavoratori, di cui 136 italiani, molti dei quali provenienti dall’Abruzzo, e ventidue provenienti proprio da Manoppello, rappresenta la prima e più grande tragedia che abbia colpito la migrazione italiana in Europa e quella che più di ogni altra è rimasta impressa nell’immaginario collettivo come simbolo del sacrificio di un’intera generazione che ha lasciato il proprio Paese nella speranza di costruire una vita migliore per sé e per la propria famiglia. Riconoscere come patrimonio nazionale la piazza Caduti di Marcinelle e la cappella delle Vittime di Marcinelle nel comune di Manoppello, in provincia di Pescara, ha certamente un importante valore simbolico, ma da solo non è sufficiente a tramandare e tutelare la memoria di ciò che è stato. Da senatrice eletta in Nord e Centro America, sento in modo profondo la necessità di far conoscere questo capitolo doloroso della nostra storia, troppo spesso ignorato e trascurato dagli italiani in Patria, e rendere onore a quei lavoratori e a quelle lavoratrici che hanno dato la propria vita per rendere il nostro Paese amato e rispettato nel mondo”. Lo ha detto la senatrice del Pd Francesca La Marca, intervenendo in Aula in dichiarazione di voto sul disegno di legge che riconosce come monumento nazionale la piazza e la cappella dedicati a Manoppello, in provincia di Pescara.
“Mi auguro – ha proseguito La Marca – che questo provvedimento dia impulso a nuove iniziative che coinvolgano le istituzioni, le associazioni e, soprattutto, le scuole, affinché la storia dell’emigrazione italiana diventi parte integrante della formazione delle nuove generazioni. Come cittadini italiani abbiamo una grande responsabilità: consegnare questa memoria alle successive generazioni affinché conoscano il cammino di chi li ha preceduti e apprezzino il valore dei sacrifici che hanno reso possibile raggiungere il tenore di vita di cui oggi godiamo. Il Pd vota a favore di questo ddl perché ricordare Marcinelle e il sacrificio del lavoro italiano nel mondo significa anche e soprattutto dimostrare alle nostre comunità all’estero che l’Italia non dimentica la propria storia e il coraggio di chi ha contribuito a portarne alto il nome nel mondo. Perché per sapere dove andare, come Paese e come cittadini responsabili, dobbiamo ricordare da dove veniamo e chi siamo stati”.