“Il rapporto evidenzia in modo tangibile, con dati di evidenza scientifica, tutte le criticità del sistema sanitario italiano: dalla crisi del capitale umano – medici, infermieri e operatori sanitari in fuga verso l’estero – alla necessità di rafforzare la centralità del territorio e una nuova sussidiarietà di comunità; dalla rinuncia alle cure per 6 milioni di persone alla crescente povertà sanitaria, specie per donne e persone fragili; fino alla fuga verso il privato per chi può permetterselo. Dobbiamo frenare un modello consumistico e il progressivo scivolamento verso un assetto di tipo americano, che rischia di erodere i principi di equità e universalismo”. Lo ha dichiarato la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin, intervenendo questa mattina alla presentazione, nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati, del “Rapporto Sussidiarietà e… salute” predisposto dalla Fondazione per la Sussidiarietà.
“Il rapporto affronta temi complessi e spesso rimossi, come le distorsioni dei modelli privatistici, l’uso non più equo dell’intramoenia in un numero crescente di casi e la sostenibilità della non autosufficienza. Mette al centro l’urgenza di occuparci seriamente dell’invecchiamento della popolazione, con un cambio di paradigma che sposti l’attenzione dalla singola prestazione alla presa in carico della persona”. Lorenzin aggiunge che “la sostenibilità della sanità pubblica riguarda direttamente la tenuta delle democrazie. Attraverso la sicurezza sociale e il diritto alla salute sosteniamo i nostri sistemi di valori. Quando questi entrano in crisi, entra in crisi anche la democrazia”.
“La pressione è alimentata dalla dinamica demografica e dai cambiamenti climatici: cresce la domanda di cure, si riduce la base contributiva e la resilienza dei territori dipenderà sempre più dalla solidità delle infrastrutture sanitarie – prosegue Lorenzin, che rilancia – serve un nuovo patto sociale che integri davvero sanità e servizi sociali, con modelli organizzativi chiari e finanziamenti certi. Oggi il sistema è frammentato e produce diseguaglianze nell’accesso alle cure. Salvare l’universalismo è possibile, ma richiede scelte coerenti”.
Infine l’avvertimento di Lorenzin: “La sostenibilità è una scelta politica. Dire che la spesa sanitaria arriverà al 7% del Pil nel 2040 significa rimandare. Le riforme servono ora e servono risorse adesso. Senza finanziamenti adeguati, senza attrattività per le professioni sanitarie e senza controlli reali, le riforme restano sulla carta e si mette a rischio la tenuta del sistema e, con essa, quella della nostra democrazia”.


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