“Il caso Niscemi mette a nudo tutte le contraddizioni del governo Meloni. Di fronte a un territorio che frana, a centinaia di famiglie evacuate e a danni che, come ha detto lo stesso Schifani, in Sicilia superano i 2 miliardi di euro, arrivano risorse del tutto insufficienti e un imbarazzante rimpallo di responsabilità, mentre restano intoccabili miliardi destinati a un Ponte che non è una priorità. È surreale continuare a parlare di grandi opere quando in Sicilia, come in molte altre aree del Paese, mancano interventi strutturali di base per la sicurezza del suolo e dei cittadini, la manutenzione e la prevenzione, proprio mentre gli eventi climatici estremi aumentano”. Lo dice Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd. “Le divisioni dentro la stessa maggioranza certificano poi l’assenza di una strategia e intanto i cittadini aspettano e pagano il prezzo più alto. L’Italia è tra i Paesi europei più esposti al rischio idrogeologico, con centinaia di migliaia di frane censite e milioni di persone a rischio, ma il governo continua a definanziare la prevenzione e a inseguire le posizioni anti-clima della Lega e i modelli trumpiani – incalza l’esponente dem – Dopo tre anni Giorgia Meloni dovrebbe aver capito che governare significa assumersi responsabilità, prendere decisioni e dare risposte al Paese. Oggi, invece, non c’è un solo grande tema su cui questo governo abbia davvero risposto: dal clima alla sanità, dalla sicurezza all’immigrazione, dalla qualità della vita fino a una politica estera sempre più a traino di Trump. Niscemi non è una fatalità, è il simbolo di un’Italia lasciata senza una guida all’altezza delle sfide che ha davanti”, conclude Lorenzin.


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