Il caro vita incide sempre più anche sulla salute degli italiani, alimentando una sorta di disuguaglianza sanitaria. Il Sole 24 Ore calcola che il carrello costa il 29,5% in più rispetto al 2021, mentre l’Istat certifica che quasi una famiglia su tre ha ridotto la quantità o la qualità del cibo acquistato. Intanto, una persona su dieci rinuncia a visite o esami specialistici, non solo per le lunghe attese, ma anche per difficoltà economiche”. A dirlo Beatrice Lorenzin, vicepresidente dei senatori Pd.
“Quando i soldi non bastano, si rinvia il dentista, si salta un controllo, si riduce la prevenzione. Al supermercato si sceglie ciò che costa meno anziché ciò che è più sano, con il rischio di un’alimentazione scadente che incide direttamente sulla salute. Il caro vita può trasformarsi in patologie oggi e in una maggiore spesa sanitaria domani”, afferma la senatrice dem.
“Non bastano sconti temporanei e bonus d’emergenza. Servono misure strutturali per proteggere i redditi medio-bassi, recuperare il potere d’acquisto e rendere accessibili prevenzione, diagnostica e cure odontoiatriche. Se il governo non difende oggi il reddito e la salute delle famiglie, domani il Paese pagherà un conto più alto negli ospedali”, conclude Lorenzin.