“Sulla legge elettorale stiamo assistendo a scene da ‘Scherzi a parte’. Nella prima versione del Melonellum il ballottaggio nazionale era previsto. Dopo le audizioni svolte a Montecitorio, la destra – e la Ministra per le Riforme Casellati affermò che lo faceva per recepire le critiche dei costituzionalisti – lo tolse dal testo poi votato alla Camera perché appunto molti tra gli studiosi interpellati avevano evidenziato che finché in Costituzione c’è il bicameralismo paritario il ballottaggio nazionale non è costituzionalmente realizzabile. E che altre difficoltà di non poco conto derivavano dall’obbligo costituzionale di eleggere il Senato a base regionale. Oggi, dimenticando i rilievi dei costituzionalisti che tre mesi fa si era vantata di avere accolto, la destra, per paura di Vannacci, dichiara riaperta la riflessione sul ballottaggio e non esclude di ricorrervi. È incredibile trattare il Parlamento così, a proprio uso e consumo. In primo luogo la Ministra Casellati è chiamata a chiarire per quale miracolo le obiezioni dei costituzionalisti che per lei erano da seguire a giugno sono diventate ignorabili a settembre. La verità è che la discussione su una legge fondamentale appare in balia di un opportunismo sfrenato, dei sondaggi del momento e di un’improvvisazione quasi dilettantesca”. Così il senatore del Pd Dario Parrini, vice presidente della Commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama.


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