L’evento ‘Algoretica e sanità’
punta ad ”un approccio diverso all’intelligenza artificiale non solo
scientifico ma etico. È uno dei temi che mi sta a più a cuore e mi
interroga nella relazione di cura. Siamo consapevoli dell’importanza
della rivoluzione dell’Ia nella scienza e nella ricerca, perché ci
permetterà di vivere nuove frontiere anche negli scenari di cura e
sconfiggere malattia, ma ci sfida su altri temi e pervade la nostra
vita in tanti aspetti. Nel sistema salute, ad esempio, quali sono gli
aspetti che lo rendono uno strumento efficace ed efficienza delle cure
e di programmazione sanitaria? Come rendere più efficace anche nel
rapporto Stato-regioni o costo-benefici?”. Così la senatrice del Pd,
Beatrice Lorenzin, che oggi ha promosso in Senato il convegno al
Senato ‘L’Algoretica e sanità- l’Ia nella relazione di cura’ che ha
raccolto accademici, clinici, bioeticisti e giuristi per discutere le
implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale in medicina e i
possibili conflitti tra algoritmi, programmazione sanitaria e
relazione di cura.
Obiettivo dell’incontro è stato approfondire come garantire un
utilizzo etico, responsabile e centrato sulla persona dei nuovi
strumenti digitali, preservando il ruolo insostituibile del medico e
la fiducia tra medico e paziente. ”Oggi chi di decide se un paziente
entra in un trial clinico è il medico, e sull’età di accesso decide
sempre il medico, ogni paziente è un essere umano ma se ci affidiamo
ad un algoritmo che valuta sul costo-beneficio forse un paziente
anziano non entrerà in un trial o non accederà ad una terapia. Questo
non può accadere”, ha evidenziato la senatrice.


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