Il drammatico caso della morte del
piccolo Domenico, a cui è stato trapiantato al Monaldi di Napoli un
cuore danneggiato, ha riacceso i fari sulla donazione di organi. “Una
vicenda dolorosissima il cui impatto sulla fiducia dei cittadini
preoccupa”. Ed è quindi, “da qui che si deve ripartire, oltre che per
capire che cosa non ha funzionato, anche per riavviare le campagne di
sensibilizzazione mirate ad aumentare l’assenso al dono di organi e
per far conoscere il nostro sistema che è sempre stato considerato un
fiore all’occhiello del Paese”. E’ la riflessione, affidata
all’Adnkronos Salute, di Beatrice Lorenzin (Pd) che durante il suo
mandato da ministra della Salute ha introdotto, in collaborazione con
i Comuni, la possibilità di esprimere il consenso alla donazione al
momento del rinnovo della carta d’identità e che ora lancia l’allarme
sulla riduzione di consensi alla donazione, soprattutto da parte dei
giovani, “legato non ad una scelta consapevole, come apprendiamo dagli
esperti, ma proprio ad una mancanza di informazione corretta che non
aiuta la fiducia nell’affidabilità del sistema”.
“Dobbiamo riaccendere i riflettori sul tema della donazione e
informare di più. E farlo con strumenti diversi per le diverse fasce
d’età, utilizzando anche i social per arrivare ai ragazzi. Il mio
appello è per un impegno bipartisan”, aggiunge Lorenzin sottolineando
l’importanza di “allocare risorse concrete, con questo obiettivo,
anche nelle leggi di Bilancio”. Dalla vicenda di Napoli, secondo l’ex
ministra, “possiamo apprendere due lezioni, la prima è la necessità di
informare. L’altra è che quello che è avvenuto è inaccettabile, quindi
io mi aspetto che con le ispezioni e anche i controlli ci permettano
di capire come è potuta accadere una catena di errori di questo tipo.
E, soprattutto, che si rimettano in campo dei sistemi di controllo,
anche a campione, più efficaci. Perché queste cose non devono
accadere, quindi l’unico modo per non farle accadere è che ci sia
comunque un sistema di controllo per tenere in allerta sempre le
strutture”.
“Abbiamo un sistema che è sempre stato considerato un fiore
all’occhiello dell’Italia nel mondo, facciamo 13 trapianti al giorno,
abbiamo una struttura super collaudata. E la carenza di organi
soprattutto in campo pediatrico è sempre un problema molto doloroso.
Quindi la donazione è un fatto preziosissimo, va curata in tutti i
suoi aspetti e anche alimentata con la fiducia nel sistema”, conclude
Lorenzin.


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