“Abbiamo depositato un’interrogazione al
ministro Valditara in merito ai nuovi quadri orario degli
istituti tecnici introdotti recentemente. Con questa riforma
vengono ridefiniti i piani di studio, viene introdotta la nuova
materia Scienze sperimentali con docenti provenienti da diversi
ambiti disciplinari e molte materie tecnico-professionali
vengono ristrutturate. Tuttavia, dalle segnalazioni che arrivano
dal territorio e da quanto emerge dalla stampa specializzata, le
scuole stanno incontrando difficolta’ significative:
interpretazioni divergenti dei quadri orario, incertezza
sull’assegnazione dei docenti, necessita’ di aggiornare i piani
di studio in tempi strettissimi e possibili tagli in discipline
fondamentali come italiano e geografia”. Lo scrivono in una nota
Irene Manzi e Simona MALPEZZI, parlamentari del Partito
Democratico “Riteniamo che la chiarezza normativa e linee guida
precise siano essenziali per permettere alle scuole di
programmare efficacemente l’anno scolastico 2026/2027. Allo
stesso tempo, la tempistica della riforma, che arriva in
coincidenza con il periodo delle iscrizioni, rischia di impedire
alle famiglie di fare scelte consapevoli. Crediamo sia
necessario fornire quantomeno chiarimenti ufficiali e linee
guida dettagliate sull’applicazione dei nuovi quadri orario e
sulla gestione delle materie complesse, attivare misure di
supporto per i docenti, comprese eventuali iniziative di
formazione specifica e di spiegare come intende monitorare gli
effetti della riforma sui percorsi di apprendimento degli
studenti”, aggiungono. “L’attuazione della riforma cosi’ come
prevista rischi di tradire le intenzioni del Piano nazionale di
ripresa e resilienza, che puntava a dare maggiore flessibilita’
alle scuole senza imporre tagli lineari dall’alto. E’
fondamentale confrontarsi con i territori e con il personale
scolastico, per garantire che questa riforma sia davvero utile e
coerente con gli obiettivi formativi delle scuole tecniche
italiane, valutando anche il possibile slittamento all’anno
scolastico 2027/2028 della sua attuazione cosi’ da garantire
alle scuole e agli studenti la possibilita’ di definire in modo
adeguato la riforma e i suoi effetti”, concludono le dem.