“Dobbiamo ripensare la nostra società alla luce dell’impatto devastante che la pandemia ha avuto sulle nostre esistenze e che ha aggravato i problemi strutturali che affliggono il nostro Paese e che per molti anni ci hanno impedito di crescere, allargando il divario tra le persone. Un divario di genere, territoriale, generazionale, formativo. È un divario di opportunità. L’Italia non può affrontare questo impatto da sola. Un anno fa il premier Draghi pubblicava sul Financial Times un Manifesto della nuova Europa al tempo del Covid in cui evocava un cambiamento di mentalità come durante la guerra, una nuova strada. Quale è stato il primo passo di questa strada? Il Next Generation Eu, uno strumento da 750 miliardi da destinare agli Stati per affrontare l’impatto economico e sociale della pandemia, garantendo crescita ma anche la capacità di resistere alle crisi future. Credo sia giusto dare atto al precedente governo di aver sottoscritto un’intesa storica perché, al netto delle risorse, per la prima volta gli Stati hanno deciso di fare debito comune per finanziare piani contro la recessione e l’Italia è stata il più grande beneficiario di questi stanziamenti e le uniche condizioni sono legate alla qualità della spesa e alle riforme. Ora dobbiamo rendere permanente il Next Generation Eu e cambiare il patto di stabilità affinché diventi un patto di sostenibilità, sociale e ambientale. L’Europa come una rete di protezione e di possibilità. Noi crediamo nell’Europa. Non abbiamo cambiato idea in 24 ore per convenienza. E siamo convinti che questo governo, profondamente europeista, saprà dare il suo contributo a questo progetto. E siamo contenti che chi fino a pochi mesi fa invocava l’Italexit, oggi si sia convertito sulla via dell’europeismo”. Così la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi nella sua dichiarazione di voto sulla risoluzione del Parlamento sul Recovery plan.
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