“Guglielmo Epifani aveva guidato sindacato e partito, unico ad essere stato segretario della CGIL per ben otto anno, e segretario del Pd nel 2013, in una delle fasi più complesse nella nostra storia. E le ragioni della scelta di affidare proprio a lui questa delicata fase di transizione risiedono nei tratti del suo carattere che tanto hanno inciso sul suo modo di fare politica: la gentilezza, l’integrità, l’onestà intellettuale, la concretezza ma, soprattutto, una notevole capacità di dialogo, ascolto e mediazione. Epifani sapeva unire, senza mai alzare la voce: una dote di pochi.

Come ha ricordato il Presidente Mattarella nel suo messaggio di cordoglio, Epifani aveva una visione riformista sempre attenta (anche in politica) agli interessi dei lavoratori: non è un caso che pochi giorni prima della sua scomparsa, fosse in piazza per la manifestazione dei lavoratori della Whirlpool e che abbia dedicato proprio a loro il suo ultimo post, chiedendo al governo di metterci “cuore e risorse”. Un impegno civile di carattere etico. “Occorre ridare al lavoro quel senso pieno di diritti, responsabilità e valori”, sono le parole che disse a Vittorio Foa in un colloquio per celebrare i 100 anni della CGIL. Ed è quello che ha provato a fare nella sua storia di sindacalista e politico, con una lealtà e passione civile che tutti, avversari compresi, gli hanno sempre riconosciuto. 

Epifani voleva convincere non vincere”. Così la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi ha ricordato Guglielmo Epifani nell’aula di Palazzo Madama.


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