Il centrodestra fa
scegliere il candidato a Roma, altro che autonomia. Lo
dichiara in una nota il senatore Andrea Martella, segretario
regionale del Partito democratico del Veneto. “Ormai neanche
cercano piu’ di nasconderlo: il candidato presidente del
Veneto lo sceglieranno a Roma – incalza Martella -. Non i
cittadini, non i territori, ma i leader nazionali nei
palazzi della capitale. E’ la resa definitiva del
centrodestra veneto alla logica della spartizione e del
centralismo di partito”. L’esponente dem attacca: “E’ una
beffa clamorosa da parte di forze che per anni hanno
sbandierato il vessillo dell’autonomia. Ma dopo otto anni
dal referendum, tre di governo Meloni e quindici anni di
presidenza Zaia, dell’autonomia promessa non c’e’ traccia. E
ora ci dicono che perfino il candidato alla guida della
Regione dovra’ essere deciso dalle segreterie romane. Altro
che potere ai territori!”. “La differenza con il nostro
percorso – prosegue il segretario del Pd Veneto – non
potrebbe essere piu’ evidente. Noi abbiamo fatto la scelta
opposta: costruzione di una coalizione larga e alternativa,
confronto con i cittadini sulle priorita’, definizione
condivisa di un programma, scelta del miglior candidato per
rappresentarlo. E’ stato un cammino serio, lungo,
trasparente. E ha portato alla candidatura di Giovanni
Manildo: una figura competente e appassionata, un ex
amministratore credibile, radicato nel territorio, con una
visione chiara per il futuro del Veneto”. “La nostra e’ la
coalizione piu’ ampia che il centrosinistra abbia espresso
in Veneto da molti anni a questa parte. Ed e’ stata
costruita qui, con le forze politiche e civiche venete, non
calata dall’alto da Roma. Il centrodestra, dopo trent’anni
al governo della Regione, e’ stanco, diviso e senza idee.
Noi siamo pronti a voltare pagina”, conclude Martella.


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