“La desertificazione commerciale
non è solo un tema di categoria: è un pezzo della crisi urbana.
Quando chiudono i negozi di vicinato si spegne la vita
quotidiana, si indebolisce la comunità, peggiora la percezione
di sicurezza, si impoveriscono i quartieri. A Venezia questo
rischio è ancora più grave, perché si somma allo spopolamento e
alla monocultura turistica. Ecco perché, tra le priorità della
futura amministrazione, abbiamo alcune idee molto concrete per
riportare vetrine accese e servizi sotto casa. In centro storico
come in terraferma”. Lo dichiara Andrea Martella, candidato
sindaco di Venezia.
“A Mestre, come in altri punti della città, vediamo crescere il
tema dei negozi sfitti e della perdita di funzioni – spiega
Martella -. Il turismo è una risorsa fondamentale, ma quando va
fuori controllo consuma la città e schiaccia il commercio che
serve ai residenti. Per questo, nei vari incontri che ho fatto
con le categorie economiche, ho già lanciato una proposta
strutturale: attivare un tavolo permanente di confronto e
progettazione con tutti i soggetti, per costruire interventi
continuativi, non annunci”.
Martella presenta alcune delle linee di lavoro che intende
tradurre in scelte amministrative: “prima: riconoscere il
commercio di prossimità come attore del governo urbano,
coinvolgendolo stabilmente nei “patti” e negli strumenti di
amministrazione condivisa per la cura dei quartieri e della
qualità dello spazio pubblico. Seconda: integrare davvero
politiche economiche e urbanistica, con una cabina di regia che
tenga insieme pianificazione e programmazione commerciale,
costruendo una mappa delle polarità di prossimità e un documento
pluriennale di intervento. Terza: dotarci di strumenti di
conoscenza, con un Osservatorio permanente sul tessuto economico
urbano e sui locali sfitti, per intervenire dove la città si sta
spegnendo. Sono misure che trovano conferma nel progetto
nazionale “Cities” di Confcommercio, lanciato proprio per
affrontare la drammatica crisi del commercio di vicinato nei
centri urbani”.
Il candidato sindaco indica anche alcune misure di riequilibrio:
“per aiutare chi tiene aperta una serranda e tiene vivo un pezzo
di comunità, vincoleremo una quota degli oneri e delle risorse
generate dai grandi insediamenti commerciali al sostegno del
commercio di vicinato”.